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cronaca

«La nostra ludoteca ancora in lockdown» appello della titolare

Anna Maria Mura all’improvviso si è trovata senza una sede «Ci hanno detto che i nostri spazi ora sono un cantiere»


18 giugno 2020 di Kety Sanna


NUORO. Per alcuni il lockdown sembra non avere fine. Con grande amarezza lo staff dell’associazione Dietro mamma non siamo “La casetta”, infatti, annuncia che dopo mesi di attesa e di grande impegno nel tentativo di riaprire l’attività, con molta probabilità dovrà rinunciarci. Alle procedure burocrati che non hanno certo agevolato il riavvio del servizio, fermo da marzo per il Covid, si sono aggiunte sorprese dell’ultimo momento. Così per la ludoteca gestita da Anna Maria Mura e dal suo gruppo di educatori, questa estate si preannuncia dolorosa. «Volevamo ripartire per noi e per i nostri bambini – dice la responsabile – ma viste le condizioni, non è possibile». L’attività che dopo diversi anni trascorsi nella palestra del Coni aveva trasferito il suo quartier generale nella scuola di Furreddu, dopo aver avuto l’assenso del consiglio d’istituto per il rinnovo del contratto di affitto dei locali, il 10 giugno ha ricevuto comunicazione di non poter più disporre degli spazi, in quanto sede di cantiere. «Due giorni dopo – racconta la titolare – per concessione temporanea, il Comune ci ha messo a disposizione gli spazi della scuola materna di via Tempio. Ieri, però, anche questi spazi sono venuti a mancare. Poche ore dopo ci è stata data un’ulteriore alternativa che, dopo attenta valutazione, abbiamo ritenuto inadeguata per la tipologia di servizio che volevamo offrire, nel rispetto delle linee guida imposte dalla Regione per la ripartenza. Questo ritardo nella segnalazione, e i continui cambi di programma – aggiunge con grande dispiacere la responsabile del servizio educativo, rivolto a bambini da 3 ai 10 anni – ci hanno portato a prendere atto del fatto che in 5 giorni far ripartire il servizio è impossibile. Per quanto fossimo ancora in attesa dell’approvazione del progetto da parte del Comune, inviato due volte a causa del cambio sede, le speranze si sono perse quando gli spazi dove dovevamo lavorare sono venuti a mancare».

Per l’associazione che per tutto l’anno, e durante l’estate in particolare, riusciva a garantire un servizio a tantissime famiglie, ora come ora rimarrebbe solo una flebile speranza.

«L’ultima nostra opportunità – conclude Anna Maria Mura – sarebbe quella di attendere un’altra settimana per riuscire a risolvere questa situazione, con il rischio però, che alla fine non sussistano più le condizioni per far ripartire il nostro lavoro. Chiediamo a tutti i genitori che hanno presentato domanda di preiscrizione, di comunicare subito la propria decisione, qualunque essa sia, con la speranza che in queste ore, accada un miracolo».

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