L’appello di Natascia: «La mia casa venduta all’asta, aiutatemi a dare un futuro alle mie bambine»- La storia e la raccolta fondi
Lei e il marito Flavio chiedono aiuto: «Lavoriamo e stiamo pagando i debiti. Ma da soli non ce la facciamo»
Senorbì Una corsa contro il tempo, iniziata solo dieci giorni fa, non è bastata per salvare la casa finita all'asta. Il gesto di solidarietà delle colleghe di lavoro non è servito a garantire a Natascia Dessì che la sua famiglia, il marito Flavio Favalle e le due figlie di 11 e 14 anni, avrà ancora un tetto sulla testa. La casa a Senorbì è stata venduta all’asta martedì 10 marzo, aggiudicata per meno della metà del suo valore. Il futuro ora appare denso di nubi e la famiglia chiede aiuto. La raccolta fondi, attivata dalle colleghe della donna per fermare l’asta, è ancora aperta e ha solo cambiato obiettivo: sostenere economicamente la famiglia di Natascia nella ricerca di una nuova casa, un appartamento da affittare o una casa da acquistare e sistemare. Una storia molto simile a quella di Liliana Galdi, la ragazza di 24 anni che proprio grazie a una raccolta fondi su Gofundme è riuscita qualche settimana fa a salvare la sua casa a San Vito.
La storia
Natascia, 40 anni, spiega che mai avrebbe pensato di trovarsi in questa situazione. «Nella vita ho sempre lavorato, così anche mio marito. Abbiamo fatto tanti sacrifici per non fare mancare nulla alle nostre bambine e siamo andati avanti contando sulle nostre forze. Sino a qualche giorno fa mi illudevo che non sarebbe stato necessario chiedere aiuto. Invece devo farlo, per le mie figlie». Natascia e Flavio, cuoca lei, operatore sociosanitario lui, raccontano le difficoltà economiche che vivono da anni. «Una serie di fallimenti e chiusure, debiti da pagare, creditori alla parte. Ne stiamo venendo fuori. Ma nel frattempo la nostra casa è stata venduta all’asta. Speriamo di recuperarla – dice Natascia – ma adesso abbiamo bisogno di una piccola spinta per ripartire. La raccolta inizialmente era nata per iniziativa delle mie colleghe di lavoro – che non smetterò mai di ringraziare – per aiutarci a salvare la nostra casa dalla vendita all’asta ma da martedì purtroppo è stato necessario cambiare obiettivo poiché la casa è stata acquistata. Per noi non è facile, ma dobbiamo chiedere aiuto e appellarci al buon cuore delle persone che vorranno sostenerci con una donazione».
La raccolta fondi si trova a questo link: https://gofund.me/e19a51992
Le amiche colleghe
Così scriveva Marina, una delle amiche colleghe che solo da pochi giorni ha scoperto il gravissimo problema di Natascia, prima che la casa di Senorbì venisse venduta all’asta: «Oggi vi scrivo con il cuore in mano. Una mamma straordinaria, che ogni giorno si divide tra due lavori, sta affrontando il momento più difficile della sua vita. Si è ritrovata sommersa dai debiti. Ora la sua casa è all’asta e rischia di perdere il tetto sotto cui vivono le sue due bambine, entrambe minorenni. Nonostante gli sforzi enormi, non è riuscita a risollevarsi da sola. E come se non bastasse, una delle sue figlie sta affrontando anche problemi di salute, che richiedono cure e attenzioni costanti. Questa raccolta fondi nasce per dare a questa famiglia una possibilità concreta: fermare la perdita della casa, garantire stabilità e serenità alle bambine, permettere alla mamma di continuare a lottare, senza sentirsi sola. Anche un piccolo contributo può fare la differenza».
Dopo la vendita all’asta, un’altra amica e collega, di nome Tiziana, ha spiegato perché la raccolta resta in piedi: «Purtroppo dobbiamo condividere una notizia difficile: la casa è stata venduta all’asta. Nonostante tutti gli sforzi fatti e il sostegno ricevuto, non è stato possibile fermare la vendita. Questo è un momento molto duro per questa mamma e per le sue due bambine. La raccolta fondi continuerà con un nuovo obiettivo: aiutare la famiglia ad affrontare questo periodo delicato, trovare una nuova sistemazione e garantire un po’ di stabilità alle bambine mentre la mamma cerca di ricostruire la propria vita. Grazie di cuore a tutti quelli che hanno donato, condiviso e mostrato vicinanza. Il vostro aiuto, grande o piccolo, significa davvero tantissimo».
