«Scaricabarile sulla direttrice»
Anziani morti nella casa di riposo di via Aosta, al processo d’appello parla la difesa di Rosanna Serra
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NUORO. Ha ribadito gli argomenti della propria tesi difensiva, ripercorrendo i tratti salienti del processo, le deposizioni dei testimoni e il controinterrogatorio che avevano caratterizzato le fasi del dibattimento. Ieri mattina, è stato il giorno della difesa davanti ai giudici della Corte d’assise d’appello, presieduta da Maria Teresa Lupino (a latere Maria Grixoni), del processo a carico di Rosanna Serra e Gian Luigi Masala, rispettivamente ex direttrice e presidente della Casa di riposo di via Aosta a Nuoro, condannati dal tribunale a cinque anni di reclusione per maltrattamenti e abbandono di incapace aggravato dall’evento morte. «Evidente l’inattendibilità degli operatori socio sanitari della struttura che hanno accusato Rosanna Serra e tentato di sfuggire alle proprie responsabilità – ha detto l’avvocato Francesco Lai nel corso dell’arringa –. Avevano un preciso interesse: accusare i vertici della casa di riposo per scaricare su di loro le responsabilità di quanto erano accaduto all’interno. Strano, infatti, che proprio quegli stessi operatori, quando la struttura era stata posta sotto sequestro, abbiano continuato a lavorarci. Ma perché la Serra avrebbe dovuto mentire? – ha aggiunto il difensore –. Le viene contestato il fatto di non aver sostituito le maniglie delle finestre che, stando all’accusa, avevano permesso a un’anziana della casa di riposo di suicidarsi. Eppure l’ospite era stata sottoposta a visita psichiatrica e lo specialista non aveva evidenziato nella paziente alcuna inclinazione al suicidio». Dopo due ore di discussione, ribadendo l’estraneità dell’ex direttrice ai fatti che le vengono contestati, il suo difensore, prima di chiedere l’assoluzione, ha rimarcato che la direttrice non era tenuta a stare tutto il giorno all’interno della struttura, perché altri dovevano vigilare sugli ospiti.
La sentenza di primo grado che aveva condannato a 5 anni di reclusione Rosanna Serra e Gian Luigi Masala era arrivata il 22 dicembre 2018 dalla corte d’assise del tribunale di Nuoro, presieduta dal giudice Giorgio Cannas che aveva quasi completamente accolto le richieste del pm Giorgio Bocciarelli. Secondo i giudici, infatti, i due imputati avevano lasciato gli anziani della residenza senza assistenza e i dovuti controlli. È proprio a causa di queste carenze che un’anziana si era buttata da una finestra della struttura, un altro ospite era deceduto al San Francesco per disidratazione e, un altro ancora, era stato picchiato dagli operatori socio-assistenziali. Confermando l’impianto accusatorio del processo di primo grado, anche in Corte d’assise d’appello, qualche mese fa il procuratore generale Stefano Fiori alla fine della discussione aveva chiesto la conferma della condanna per i due imputati. Richiesta alla quale si erano associate le parti civili rappresentate in giudizio dell’avvocato Nazarena Tilocca.
Il processo è stato rinviato al 29 giugno, giorno in cui parlerà l’avvocato Francesco Carboni, difensore di Gian Luigi Masala. Quindi si andrà al 21 settembre per eventuali repliche e la sentenza. (k.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La sentenza di primo grado che aveva condannato a 5 anni di reclusione Rosanna Serra e Gian Luigi Masala era arrivata il 22 dicembre 2018 dalla corte d’assise del tribunale di Nuoro, presieduta dal giudice Giorgio Cannas che aveva quasi completamente accolto le richieste del pm Giorgio Bocciarelli. Secondo i giudici, infatti, i due imputati avevano lasciato gli anziani della residenza senza assistenza e i dovuti controlli. È proprio a causa di queste carenze che un’anziana si era buttata da una finestra della struttura, un altro ospite era deceduto al San Francesco per disidratazione e, un altro ancora, era stato picchiato dagli operatori socio-assistenziali. Confermando l’impianto accusatorio del processo di primo grado, anche in Corte d’assise d’appello, qualche mese fa il procuratore generale Stefano Fiori alla fine della discussione aveva chiesto la conferma della condanna per i due imputati. Richiesta alla quale si erano associate le parti civili rappresentate in giudizio dell’avvocato Nazarena Tilocca.
Il processo è stato rinviato al 29 giugno, giorno in cui parlerà l’avvocato Francesco Carboni, difensore di Gian Luigi Masala. Quindi si andrà al 21 settembre per eventuali repliche e la sentenza. (k.s.)
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