Due rapine e un unico gruppo criminale

I carabinieri non escludono che ad agire siano stati gli stessi banditi che un anno fa erano fuggiti senza bottino

OLIENA. La Fiat Punto utilizzata per la rapina l’avevano rubata in netto anticipo – a inizio giugno, a Lunamatrona – per poi avere il tempo di seguire la vittima, avere un’ulteriore conferma delle sue abitudini consolidate, piazzare il classico “palo” nei pressi della sua casa, e poi entrare in azione in modo fulmineo e senza sbavature. Ma del resto, stando alla pista investigativa più accreditata delle ultime ore, il loro obiettivo, i banditi, lo conoscevano già piuttosto bene quantomeno da un annetto. Da quando, nel mese di luglio del 2019, avevano tentato di strappargli il borsello con il denaro, dopo averlo convinto con la forza a scendere dalla sua auto.

I carabinieri, dunque, non lo escludono: dietro la rapina messa a segno lunedì mattina nel centro di Oliena nei confronti dell’imprenditore e titolare del market Conad, Giuseppe Cattide, ci potrebbe essere lo stesso gruppetto criminale entrato in azione un anno fa, sempre nel cuore di Oliena. Gli stessi protagonisti, gli stessi volti, le stesse modalità di azione, pur con qualche leggera variante sul tema. Allora, come mezzo intimidatorio, avevano utilizzato solo una pistola, lunedì, invece, avevano un fucile e un pesante martello. Probabilmente, alla luce dell’esperienza del luglio 2019 – quando erano andati via a bocca asciutta – sapevano già che Cattide avrebbe reagito all’alt improvviso, e che avrebbe anche potuto chiudersi nell’auto senza alcuna intenzione di uscire dall’abitacolo. Così, stavolta, i malviventi si sono attrezzati di un pesante martello, e con quello hanno sfondato il vetro del guidatore e lo hanno ridotto in mille pezzi che hanno poi ferito l’imprenditore mentre tentava di proteggersi la testa e di reagire, una volta sceso dalla Toyota, alle pretese dei malviventi. Ma in questa occasione, a differenza di quella precedente, la reazione dell’imprenditore non è bastata per mettere in fuga i rapinatori senza bottino. Ma è servita quantomeno per non permettere ai due di sottrargli l’intero incasso.

A quanto sembra, infatti, Cattide, per precauzione, divide sempre l’incasso in più parti: e questa abitudine lunedì mattina gli ha consentito di non veder sfumare tutto il guadagno del market. Stando a quanto emerso dalle indagini seguite dai carabinieri della stazione di Oliena, guidati dal comandante Vincenzo Serrao, con i colleghi del nucleo investigativo provinciale, coordinati dal tenente Giuseppe Maio, i due banditi quasi sicuramente sono scappati con almeno qualche migliaio di euro, per poi lasciare la Punto sulla strada per Orgosolo, e incendiarla per distruggere ogni loro traccia.

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