Molo fluviale, c’è da spostare un box
Bosa, non piace il container-ufficio che serve il rifornitore. Si cerca una soluzione
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BOSA. Il grigio container-ufficio a servizio del rifornitore marino, piazzato mesi fa sulla passeggiata di fronte al molo fluviale di Bosa Marina, forse potrà essere spostato. Il box non piace a nessuno: a residenti e turisti, che da tempo si lamentano, al Comune, alla ditta che ha in concessione il rifornitore e a quella che ha in gestione il servizio. Tanto che nei giorni scorsi è stata avviata la pratica per rimuoverlo, dalla passeggiata con sfondo la foce del Temo e quindi possibilmente, enti preposti permettendo, collocarlo in una posizione magari meno “invasiva”. Considerato che taglia in due ali il marciapiede e blocca lo sguardo verso ovest, al panorama tra fiume e mare. «Abbiamo già richiesto una variante al progetto originario, grazie anche all’attenzione del sindaco di Bosa Piero Franco Casula» spiega Salvatore Madeddu, uno dei titolari della ditta di carburanti di Bosa che gestisce l’impianto. La pratica per realizzare il rifornitore marino alla foce del fiume, dove il bunkeraggio non poteva fino a qualche mese fa essere garantito quotidianamente, era iniziata ben dodici anni fa. Finalmente lo scorso anno la situazione si è sbloccata, e sul molo fluviale sono comparse le colonnine per il rifornimento, possibile ora tutti i giorni dalle 8 alle 20. Un servizio indispensabile per la marineria da diporto e da pesca e per i natanti in transito, che risponde alle esigenze di crescita della nautica locale. Per chiudere definitivamente la pratica, però, era necessaria anche l’apertura di un ufficio «Che le leggi ci impongono di avere, e che Demanio e Tutela del paesaggio ci hanno autorizzato a sistemare in quel preciso punto del marciapiede, malgrado anche a noi questa situazione sia dispiaciuta» sottolinea ancora Madeddu in merito alla presenza del box in un’area utilizzata come belvedere, e quindi di valenza turistica, e non solo esclusivamente portuale. «Immediatamente abbiamo manifestato la disponibilità a spostarlo, e insieme al sindaco speriamo di trovare al più presto una soluzione logistica diversa» conclude. Non resta quindi che attendere gli esiti della pratica per capire come e se sarà risolta la questione.(al.fa.)
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