il caso
«Mi hanno annullato la visita medica per una lettera»
NUORO. «Mi hanno fatto saltare la visita cardiologica e l’elettrocardiogramma che avevo prenotato con urgenza, dopo essere finita al Pronto soccorso, e tutto per una lettera sbagliata. Perché mi...
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NUORO. «Mi hanno fatto saltare la visita cardiologica e l’elettrocardiogramma che avevo prenotato con urgenza, dopo essere finita al Pronto soccorso, e tutto per una lettera sbagliata. Perché mi hanno detto che sulla prescrizione medica ci sarebbe dovuta essere la lettera “b”, che per loro vuol dire “breve”, e invece c’era la lettera “p” che vuol dire “priorità”. Ora, io mi chiedo, ma come hanno potuto far saltare una visita urgente del genere, e annullandola quasi all’ultimo, per una lettera, e per giunta a una pensionata con diversi problemi di salute come me, che ha 89 anni e vive con una pensioncina? Adesso dovrò andare da un privato a mie spese, e lo trovo ingiusto».
Pierina Piredda è reduce da un mese e mezzo dove, come se non fosse bastata la quarantena, i disagi non le sono certo mancati. Lo scorso 17 aprile, nel pieno delle restrizioni della fase 1, in mancanza di auto, in seguito a un malessere che non riusciva a spiegarsi, al Pronto soccorso è dovuta andare con il “postalino”. E là, dopo averla controllata con cura e poi dimessa in buone condizioni, le hanno consigliato comunque di fare una visita cardiologica e un elettrocardiogramma. Pierina Piredda, dopo essersi rivolta al suo medico di famiglia per l’impegnativa, si è prenotata attraverso il numero verde che le ha fissato la visita per la data di ieri, 25 giugno. Tutto a posto? Manco per niente, perché dice la pensionata nuorese, «due giorni prima della visita mi hanno chiamando dicendomi che la visita era annullata per via della storia della lettera. Lo trovo assurdo, sono arrabbiata e anche disperata: mi costringeranno a dovermi rivolgere a un privato pagando tanti soldi. Sono andata anche allo Zonchello a chiedere spiegazioni, e al Cup, ma niente, mi hanno solo saputo dire la storia della lettera sbagliata. Mi chiedo: ma è sanità questa che abbandona una donna di 89 anni?». (v.g.)
Pierina Piredda è reduce da un mese e mezzo dove, come se non fosse bastata la quarantena, i disagi non le sono certo mancati. Lo scorso 17 aprile, nel pieno delle restrizioni della fase 1, in mancanza di auto, in seguito a un malessere che non riusciva a spiegarsi, al Pronto soccorso è dovuta andare con il “postalino”. E là, dopo averla controllata con cura e poi dimessa in buone condizioni, le hanno consigliato comunque di fare una visita cardiologica e un elettrocardiogramma. Pierina Piredda, dopo essersi rivolta al suo medico di famiglia per l’impegnativa, si è prenotata attraverso il numero verde che le ha fissato la visita per la data di ieri, 25 giugno. Tutto a posto? Manco per niente, perché dice la pensionata nuorese, «due giorni prima della visita mi hanno chiamando dicendomi che la visita era annullata per via della storia della lettera. Lo trovo assurdo, sono arrabbiata e anche disperata: mi costringeranno a dovermi rivolgere a un privato pagando tanti soldi. Sono andata anche allo Zonchello a chiedere spiegazioni, e al Cup, ma niente, mi hanno solo saputo dire la storia della lettera sbagliata. Mi chiedo: ma è sanità questa che abbandona una donna di 89 anni?». (v.g.)
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