Telecamere, nuovo raid a fucilate

Impianto danneggiato per la seconda volta. Il sindaco Deledda: «Non so cosa cerchino di ottenere»

INVIATA A ORGOSOLO. Al primo tentativo hanno resistito sette giorni: erano state installate il 18 giugno scorso e sforacchiate senza pietà da una raffica di pallini e da un colpo “a balla sola” il 24 dello stesso mese, sette minuti dopo mezzanotte, da un misterioso e fulmineo incappucciato e da un aiutante. Al secondo tentativo, invece, la loro sorte in piazza dei Caduti in guerra, è terminata ben prima: appena sei ore dopo essere state installate nello stesso punto della settimana precedente, ovvero sulla facciata dell’edificio che ospita anche il centro di aggregazione sociale. Trapassate, letteralmente, dai pallettoni esplosi da un fucile da caccia. Sono “cadute in guerra” anche loro, in fondo, e per la seconda volta in una settimana, le tre telecamere dell’impianto di videosorveglianza per il quale il Comune di Orgosolo aveva vinto tempo fa un bando del ministero dell’Interno che poi aveva affidato a una ditta specializzata. Cadute in una guerra sottile e rumorosa allo stesso tempo contro i sistemi di controllo, che ogni tanto riemerge nel paese e si scaglia contro i simboli dello Stato e i cartelli stradali. Sembravano atti confinati ad altri tempi, e invece in questo avvio infuocato di estate sono riemersi proprio quando nessuno se lo aspettava e nel cuore di un paese che da tanto, ormai, punta sul turismo, sulle tradizioni, sulla cultura e sull’artigianato.

«Io non lo so cos’abbiano nella testa certe persone – ripete sconsolato il sindaco Dionigi Deledda, mentre vicino al Comune attende di incontrare il responsabile della ditta che aveva installato le telecamere e gli agenti del commissariato subito intervenuti in piazza dei Caduti non appena avvertiti i colpi d’arma da fuoco – io non so cosa gli passi, quale sia il loro obiettivo, cosa cerchino di ottenere. Ora dobbiamo valutare cosa fare e come muoverci. È la seconda volta che danneggiano l’impianto. Sentiremo anche la prefettura e poi decideremo. Certo è che il paese da tempo sta investendo sul turismo, sull’indotto agroalimentare, sui giovani, sui lavori pubblici. Stiamo ultimando i lavori della palestra comunale, sistemando strade di campagna, rifacendo gli arredi delle scuole e l’impianto di illuminazione in paese». «Condanno fermamente questo gesto e speriamo che sia un atto isolato – aveva commentato una settimana fa pochi vandali isolati non ci fermeranno».

In piazza Caduti in guerra, intanto, la vita scorre come sempre, rallentata solo dal primo picco di forte calura estiva: i vecchietti cercano l’ombra seduti nelle panchine, c’è chi cerca di stemperare l’afa con una bevanda fresca, chi legge il giornale. Delle tre ennesime telecamere sforacchiate non tutti sono a conoscenza, ma la voglia di parlarne non sprizza da tutti i pori. I fori lasciati dai colpi di fucile sul muro dell’edificio del centro sociale, intanto, sono sempre lì come segno evidente che anche la seconda battaglia è andata ai criminali incappucciati. E resta da capire cosa ne sarà dell’intero progetto. E soprattutto chi la spunterà alla fine. Il bando del Comune, finanziato dal ministero, prevede l’installazione di venti telecamere in totale: tre, ovvero quelle sforacchiate per due volte, sono quelle in piazza Caduti, tre devono essere sistemate al Comune vecchio, e altre devono essere installate agli ingressi del paese. Il progetto, insomma, è articolato e, almeno in teoria, deve andare avanti anche perché è stato finanziato e c’è un contratto già sottoscritto.

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