Centrodestra a pezzi fuori anche NuoroSì «Così non si vince»
di Luciano Piras
Ma il centrosinistra continua a sbriciolarsi sotto il sole A vuoto gli appelli all’unità. La disgregazione è trasversale
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NUORO. La politica nuorese continua a sbriciolarsi. Sarà per effetto del caldo afoso, sarà per la paura di contagi da Covid... fatto sta che le distanze tra partiti, movimenti, liste e aspiranti sindaci diventano sempre più marcate, abissali addirittura. Su tutti i fronti. Nonostante i ripetuti appelli all’unità, entrambi gli schieramenti, di centrosinistra e di centrodestra, vanno avanti frantumandosi e arrancando come non è mai successo nella storia del capoluogo barbaricino. Nel mentre che il sindaco in carica, Andrea Soddu, va avanti a muso duro per la sua strada in apparente scalata solitaria, neppure gli indipendentisti riescono a mettere su una lista coesa tutta loro capace di affrontare la prossima sfida elettorale per il governo del Comune. Tanto è vero che la parola d’ordine trasversale sembra essere soltanto una: disgregazione. Dopo le varie defezioni di questi ultimissimi giorni, a lasciare il tavolo del centrodestra è adesso il gruppo NuoroSì di Bobore Piredda, il primissimo ad essersi fatto avanti per aprire il dibattito pubblico con le sette sorelle, Psd’Az, Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Riformatori e Fortza Paris. «Continuare a perdere – dice oggi Piredda –, a noi sembra questo il vero obiettivo, tra veti incrociati, chiacchiericcio da bar, spaccature varie e vecchi rancori». Prima il Psd’Az (che non ha fatto nomi), poi i Riformatori con Paolo Fadda: le fughe in avanti stanno lasciando il segno. «Riteniamo che si sia persa di vista l’unica cosa vera che conta, cioè Nuoro, un progetto serio, nuovo e coraggioso per la città – spiega Piredda, pronto a rivedere tutto giovedì sera quando si incontrerà con i suoi per decidere cosa fare –. È ormai da 15 anni che a Nuoro si gioca per perdere e non per vincere – sottolinea tirando le orecchie agli amici di viaggio di coalizione –. #NuoroSì esce dal tavolo del centrodestra. Non ci sono le condizioni politiche per proseguire un percorso comune. Noi andiamo avanti per #Nuoro». Ognuno corre per se, insomma. Una realtà speculare a quella che vive lo schieramento opposto. Se infatti il centrodestra soffre di mal di pancia, il centrosinistra ha ormai l’apparato digerente andato: della coalizione non è rimasta più alcuna traccia. Il Pd fa da sé (Carlo Prevosto candidato con le primarie), gli alleati (ormai ex) che speravano in una svolta e in una apertura si sono sfilati ad uno ad uno. Il Centro democratico di Roberto Capelli da una parte; Italia Viva di Giuseppe Luigi Cucca da una parte. Lisetta Bidoni e il suo progetto Nuoro 20-25 da una parte. Francesco Guccini da una parte. Tutti in corsa su un binario personale. Tutti convinti di poter vincere da soli. Compreso il Movimento 5stelle di Alessandro Murgia. Compreso Ciriaco Offeddu e il suo Oltre.
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