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Nuoro

Truffa all’Argea, fratelli condannati

di Michela Cuccu
Truffa all’Argea, fratelli condannati

Ortueri: Nicola e Ignazio Manca dovranno scontare rispettivamente 4 e 3 anni

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ORTUERI. Quattro anni di reclusione per Nicola Manca, tre per il fratello Ignazio, oltre alla confisca dei beni per 63 mila euro: è arrivata nella tarda mattinata di ieri la sentenza del giudice monocratico di Oristano, Federica Fulgheri, per due allevatori di Ortueri accusati di aver truffato l’agenzia Argea-Agea per quasi 500 mila euro. La vicenda venne scoperta qualche anno fa, quando, i carabinieri di Ortueri coordinati dai colleghi della Compagnia di Tonara, verificando la documentazione dell’azienda dal 2005 al 2014, trovarono alcune anomalie. In particolare gli investigatori accertarono che i due agricoltori, Nicola (66 anni) e Ignazio di 45, avevano chiesto e ottenuto contributi dell’Unione europea per terreni agricoli che in realtà non possedevano. Per loro era scattata la denuncia per truffa aggravata e falso.

Ieri, dopo quasi cinque anni dal rinvio a giudizio, è arrivata la sentenza. La giudice ha di fatto accolto le richieste del pubblico ministero Marco De Crescenzo, che basò la sua accusa sulla totale assenza dei contratti di acquisto dei terreni sui quali erano stati ottenuti i contributi la cui concessione era vincolata al possesso delle terre da coltivare. Proprio per questo aspetto, secondo il pm si era trattato di truffa aggravata dalla falsa dichiarazione del possesso dei terreni e nella precedente udienza, aveva sollecitato la condanna a quattro anni di reclusione per tutti e due i fratelli. La difesa, rappresentata dall’avvocato Antonello Spada, ne aveva invece sollecitato l’assoluzione, oltre a dimostrare che in realtà i suoi assistiti erano effettivamente proprietari dei terreni, il legale si è appellato alle norme del diritto agrario che, al contrario del codice civile, in caso di compravendita di un bene non prevede l’obbligatorietà di un contratto scritto, considerando sufficiente l’accordo verbale. Tesi che evidentemente la giudice non ha accolto, condannando i due allevatori. La difesa, subito dopo la lettura della sentenza, ha annunciato ricorso in Appello.

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