«Gli ammortizzatori sociali non risolvono tutti i mali»

MACOMER. «Il Marghine è in uno stato di coma profondo. Lo era ben prima dell’arrivo della pandemia e continua a esserlo». La coordinatrice provinciale industria Femca-Cisl di Nuoro e Oristano non usa...

MACOMER. «Il Marghine è in uno stato di coma profondo. Lo era ben prima dell’arrivo della pandemia e continua a esserlo». La coordinatrice provinciale industria Femca-Cisl di Nuoro e Oristano non usa mezzi termini. «Soltanto abbattendo il costo del lavoro – sottolinea Katy Contini –, si potrà restituire un po’ di ossigeno alle imprese e agli imprenditori che, con coraggio e determinazione, continuano a investire sul territorio. Gli ammortizzatori sociali e le altre misure straordinarie messe in campo da Governo e Regione per aiutare chi ha perso il lavoro o ha dovuto chiudere la sua attività durante il lockdown sono servite, ma non possono essere la panacea di tutti i mali. Bisogna investire sui giovani e tutelare chi è rimasto senza un’occupazione, compresi gli ex operai della Legler. Lo scorso aprile – dice la sindacalista –, grazie alla firma dell’accordo con l’assessorato regionale al Lavoro, siamo riusciti a garantire il sostegno al reddito a una decina di ultracinquantenni. Questo consentirà l’accompagnamento alla pensione. Poi c’è una seconda intesa che dovrebbe essere esecutiva nelle prossime settimane. Riguarda circa un centinaio di ex lavoratori tessili e prevede diverse misure». E se in piena emergenza Covid i comparti della logistica e dell’agroalimentare hanno tenuto botta, quello dell’edilizia ha accusato il colpo. «L’analisi dei dati condotta dalla Cisl Sardegna – spiega Katy Contini, – mostra come nella sola provincia di Nuoro, dal 1° gennaio al 22 maggio scorsi, siano state 1259 le domande di cassa integrazione ordinaria. 1168, ossia il 92,77% del totale, sono state autorizzate. Le aziende richiedenti sono state 133, mentre il numero degli operai aventi diritto agli ammortizzatori sociali è di 903. Al momento – specifica la sindacalista –, non abbiamo l’aggiornamento Inps per i mesi successivi». «Le aziende edili del Marghine che hanno avuto accesso alla cigo sono 13. A queste – precisa la coordinatrice provinciale edili Filca-Cisl di Nuoro, Giusy Massaiu –, bisogna, però, aggiungere decine di piccole realtà artigiane: falegnamerie, ferramenta, studi professionali, bar e ristoranti». «Per quanto riguarda la Femca-Cisl – chiarisce Contini –, le aziende di Ottana di cui ho seguito le pratiche, impiegano anche personale del Marghine, quindi il numero degli addetti coinvolti non è calcolabile. L’analisi deve, infine, tener conto di un altro dato. Quello che riguarda le persone attualmente inoccupate. Gli stagionali del turismo che da ottobre si ritroveranno, loro malgrado e salvo variazioni, con una copertura naspi molto ridotta, a differenza degli scorsi anni». (a.p.)

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