Anniversario listato a lutto per l’ospedale di Sorgono

Proprio ieri ricorrevano i sessant’anni dalla fondazione del San Camillo I sindaci del territorio ne hanno approfittato per un sit in contro la chiusura

SORGONO. Ospedale listato a lutto. La festa per i sessant'anni del san Camillo si è trasformata invece nel funerale della sanità territoriale, con tutti i sindaci del distretto sanitario territoriale, stretti attorno all'ospedale di Sorgono. Ridotto ormai ad un “relitto fumante” dopo il dimensionamento voluto dalla riforma Arru prima e dalla dieta Nieddu ora, il presidio di montagna attende ufficialmente la fine. Attorno, con gli stendardi comunali e le fasce tricolore addosso i primi cittadini di Aritzo, Atzara, il commissario regionale di Austis, poi Belvì, Desulo, Gadoni, Meana Sardo, Ortueri, Ovodda, Sorgono, Tiana, Teti e Tonara. Assieme a loro anche altri amministratori di centri che gravitano nell'area Mandrolisaina e che vedono nel san Camillo un sicuro riferimento per la sanità territoriale.

Hanno preso la parola tutti i sindaci. Diritto alla Salute nelle zone rurali, lotta allo smantellamento dei servizi socio-sanitari territoriali, contrasto a una politica che persevera nell'isolare i territori rurali e montani, questi sono i temi del sit-in promosso dai Sindaci. La data della mobilitazione dei sindaci è stata scelta in concomitanza con il 60° anniversario della fondazione del Presidio San Camillo di Sorgono, una data simbolica che intende rimarcare la forte decadenza dei servizi territoriali e le preoccupazioni che nascono da questa grave situazione. Durissimi i commenti. Da quello di Sorgono, Giovanni Arru, che ha parlato di una sanità negata «che equivale alla perdita del diritto di cittadinanza». Il sindaco di Aritzo Gualtiero Mameli ha ricordato come «l'ospedale sia abbandonato al suo destino, così come i comuni in cui mancano servizi essenziali come quello del pediatra, che manca da dicembre». Il sindaco di Ovodda Cristina Sedda ha ricordato come sia necessario «un serio interessamento da parte della politica, perché in un territorio così svantaggiato, questo disinteresse equivale a raddoppiare lo spopolamento».

Conclude il presidente della comunità montana Alessandro Corona che ha evidenziato come «dopo 60 anni di vita celebriamo la scomparsa dell’Ospedale San Camillo nel silenzio assoluto delle Istituzioni regionali. I cittadini hanno capito che qui si viene solo per le sagre e per gli spuntini o in occasione della propaganda elettorale. Dopo il nulla. Forse oggi dovremo celebrare anche il funerale della dignità delle Istituzioni regionali che negano ad un intero territorio il diritto alla salute. La politica regionale è latitante, si nasconde, non da risposte, è una vergogna senza precedenti». Ora si attende una risposta dalla Regione.

I sindaci non intendono smobilitare e contano sull'aiuto dei sindacati e della società civile. «La nostra – conclude Francesco Zucca, sindaco di Tiana – è una battaglia per la civiltà, che purtroppo si sta sostanziando in una guerra per sopravvivere, con una qualità della vita accettabile. Ce lo dovrebbe assicurare la Costituzione».

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