Ospedale, 4 medici per resistere
di Alessandro Farina
Bosa, il sindaco Casula e il consigliere regionale Marras: servono numeri e impegno, non ci fermiamo
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BOSA. È questione di numeri e di impegno evitare la possibile chiusura dei servizi fondamentali nell’ospedale Mastino, nell’estate del post emergenza Covid-19. Nella più sintetica delle ipotesi basterebbe la presenza di almeno 4 professionisti, da distribuire fra Pronto soccorso e reparti di Chirurgia e Medicina, oltre a mantenere operativo il laboratorio analisi, e la questione sarebbe quantomeno temporaneamente risolta. Questo secondo l’amministrazione comunale, mentre sono fortissime le preoccupazioni in Planargia, e circola anche non poco nervosismo tra le fila di amministratori e rappresentanti politici che, contando sull’apporto dei sindacati e la rete dell’unità territoriale, tentano tutte le carte diplomatiche possibili. Come anche un evidente pressing su Ats e Assl, secondo quanto emerge dalla posizione del consigliere regionale Alfonso Marras.
Secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Franco Casula «Per evitare la chiusura dell'ospedale di Bosa nei prossimi giorni, e garantire la ripresa dell'attività chirurgica a fine estate, serve con massima urgenza l'assunzione di 1 o 2 medici di Pronto soccorso, 1 o 2 anestesisti, 2 medici internisti, e va revocato il trasferimento del medico di laboratorio analisi. Altre strade non ce ne sono». Una tabellina sintetica ma chiara, a cui segue un appello preciso in direzione di Regione e soprattutto Ats e Assl, perché si trovi una soluzione concreta.
Alle carenze di organico riesce oggi a compensare il sacrificio del personale operativo al Mastino. Ma presto arriveranno le richieste di ferie, mentre le analisi saranno appannaggio del laboratorio di Oristano. Queste sono alcune delle questioni emerse nell’assemblea dell’Unione dei comuni. Che hanno spinto il presidente Gian Luigi Mastino a chiedere rinforzi entro pochi giorni.
Tra i principali difensori del Mastino il consigliere regionale Alfonso Marras (Riformatori), già nei giorni scorsi intervenuto in difesa dell’ospedale. «Il nostro territorio si è presentato unito e determinato. Nel mio intervento ho evidenziato come il rappresentante dell’Assl di Oristano, nel suo breve discorso, si sia limitato ad una elencazione delle criticità dell’ospedale senza mai manifestare la volontà o l’intenzione di risolvere i problemi relativi soprattutto alle carenze di personale medico» premette Marras. Una situazione quella dell’ospedale che il consigliere regionale ritiene «intollerabile, gravissima, inaccettabile», le definizioni che si riferiscono anche a quelle che per l’esponente dei Riformatori sono responsabilità di Ats e Assl. «Ma che alla fine si riverberano su amministratori e politici, ai quali i cittadini chiedono risposte»,la riflessione. «Non ci fermeremo ma andremo avanti sempre più determinati, con ogni azione che si renderà necessaria per tutelare un presidio imprescindibile per il nostro territorio» assicura infine Alfonso Marras.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Secondo l’amministrazione guidata dal sindaco Piero Franco Casula «Per evitare la chiusura dell'ospedale di Bosa nei prossimi giorni, e garantire la ripresa dell'attività chirurgica a fine estate, serve con massima urgenza l'assunzione di 1 o 2 medici di Pronto soccorso, 1 o 2 anestesisti, 2 medici internisti, e va revocato il trasferimento del medico di laboratorio analisi. Altre strade non ce ne sono». Una tabellina sintetica ma chiara, a cui segue un appello preciso in direzione di Regione e soprattutto Ats e Assl, perché si trovi una soluzione concreta.
Alle carenze di organico riesce oggi a compensare il sacrificio del personale operativo al Mastino. Ma presto arriveranno le richieste di ferie, mentre le analisi saranno appannaggio del laboratorio di Oristano. Queste sono alcune delle questioni emerse nell’assemblea dell’Unione dei comuni. Che hanno spinto il presidente Gian Luigi Mastino a chiedere rinforzi entro pochi giorni.
Tra i principali difensori del Mastino il consigliere regionale Alfonso Marras (Riformatori), già nei giorni scorsi intervenuto in difesa dell’ospedale. «Il nostro territorio si è presentato unito e determinato. Nel mio intervento ho evidenziato come il rappresentante dell’Assl di Oristano, nel suo breve discorso, si sia limitato ad una elencazione delle criticità dell’ospedale senza mai manifestare la volontà o l’intenzione di risolvere i problemi relativi soprattutto alle carenze di personale medico» premette Marras. Una situazione quella dell’ospedale che il consigliere regionale ritiene «intollerabile, gravissima, inaccettabile», le definizioni che si riferiscono anche a quelle che per l’esponente dei Riformatori sono responsabilità di Ats e Assl. «Ma che alla fine si riverberano su amministratori e politici, ai quali i cittadini chiedono risposte»,la riflessione. «Non ci fermeremo ma andremo avanti sempre più determinati, con ogni azione che si renderà necessaria per tutelare un presidio imprescindibile per il nostro territorio» assicura infine Alfonso Marras.
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