La Nuova Sardegna

Nuoro

«Il nostro soccorso tra le fiamme»

di Luca Urgu
«Il nostro soccorso tra le fiamme»

Cala Gonone. Un carabiniere di Sennori, un fabbro e un cameriere i salvatori di una coppia di anziani

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CALA GONONE. Ieri mattina erano seduti uno accanto all’altra al piano terra della loro abitazione di Cala Gonone del Lungomare Palmasera. Lui, Salvatore Cadonedda Sale 99 anni e sua moglie Francesca Dettori di 92, conversavano amabilmente all’ombra. Hanno ancora tante cose da dirsi dopo aver trascorso una vita insieme. L’idea che chiunque potesse farsi vedendoli e scambiandoci due parole era di una serenità resa ancora più concreta da una leggera brezza che accarezzava quei volti segnati dal tempo. Sul tavolino della veranda la Bibbia e le parole crociate per chi, malgrado al traguardo del secolo, trae forza dalla fede ed esercita ancora la memoria da un avamposto privilegiato dove basta sollevare lo sguardo per ammirare un mare dai colori più belli e intensi che si possano immaginare e desiderare. Eppure questa serenità invidiabile ha rischiato di frantumarsi in pochi minuti se sabato, erano da poco passate le 17.40, tre vicini non fossero intervenuti con una prontezza unica. Adeguata alla situazione di estrema emergenza che i due anziani stavano vivendo nella loro abitazione dopo che a causa di un corto circuito al secondo piano dello stabile si era sviluppato un incendio. Il racconto di quegli attimi convulsi lo fa il maresciallo capo Giovanni Satta, in servizio nel Nucleo investigativo dei carabinieri di Nuoro la cui abitazione dista appena pochi metri da quella degli anziani coniugi. Il militare, originario di Sennori ma che da anni vive a Gonone dove ha famiglia, si è subito accorto del grave pericolo. Così non ha esitato ad entrare nella casa assieme al fabbro di Dorgali Mario Deserra (che abita sotto di lui) e ad Andrea Loche, di Oliena, cameriere all’hotel Costa Dorada. «Sono immediatamente entrato in casa appena ho visto il fumo uscire dalle finestre. Noi tre siamo entrati da una finestra laterale perché la porta d'ingresso era chiusa dall'interno. Una volta in casa, ci siamo subito resi conto che la situazione era critica. La cucina era satura di fumo e un frigorifero era completamente avvolto dalle fiamme, che si stavano espandendo anche sugli infissi in legno» racconta Giovanni Satta. Il primo pensiero dei tre soccorritori che si sono trovati al momento giusto nel posto giusto è andato ai due coniugi anziani che erano all'interno dell’abitazione. «Seppur coscienti erano in evidente difficoltà. Vista la loro età li abbiamo portati fuori quasi di peso. Poi sono giunti altri volontari a darci una mano. Uno di loro ha portato un estintore, con il quale siamo poi riusciti a domare completamente le fiamme in attesa che arrivassero i vigili del fuoco che hanno poi messo in sicurezza lo stabile danneggiato da fuoco e fumo». L’intervento di Satta, Deserra, entrati tra l’altro a piedi nudi nella casa, e Loche è stato fondamentale per tempestività ed efficacia. Non è affatto esagerato dire che un ritardo anche di pochi minuti nell’irruzione nella casa dei due anziani sarebbe potuto essere fatale per la loro incolumità. I tre si scherniscono e non vogliono sentire la parola eroi, ma sono comunque felici per aver fatto il loro dovere di cittadini affrontando una situazione non semplice prima che potesse degenerare. «Fortunatamente non si è fatto male nessuno e ne siamo contenti», rimarca Mario Deserra che sottolinea la circostanza che sia lui che Satta fossero all’esterno delle loro case a conversare quando hanno notato il fumo nero e denso che fuoriusciva dalla casa degli anziani vicini. «È un piacere vederli ancora una volta sereni e con questa disavventura alle spalle. Sono delle belle persone e ci auguriamo che vivano ancora a lungo e con lo stesso spirito e la tempra che possiedono».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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