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Nuoro

Poco personale: a rischio l’ufficio del giudice di pace

di Alessandra Porcu
Poco personale: a rischio l’ufficio del giudice di pace

Macomer, a lanciare l’appello il presidente dell’Unione dei Comuni, Luigi Daga «Impiegati insufficienti per il numero di pratiche cresciute con l’apertura del Cpr» 

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MACOMER. «Le istituzioni politiche intervengano per porre fine a una situazione diventata oramai insostenibile». Luigi Daga, presidente dell'Unione dei Comuni del Marghine, rinnova il suo appello per chiedere l'incremento del personale nell’ufficio del giudice di pace di Macomer. «Servirebbero quattro cancellieri. Ce ne sono solo due – tuona –. Un numero troppo esiguo per consentire il disbrigo delle pratiche aumentate in modo esponenziale da quando in città è stato aperto il Centro di permanenza per il rimpatrio». Come se non bastasse potrebbe esserci il rischio che una delle due impiegate, alla scadenza annuale del contratto, possa essere trasferita altrove. «Se dovesse accadere – sottolinea Luigi Daga – sarebbe un vero e proprio disastro. Ciò potrebbe mettere a serio rischio la prosecuzione di un servizio indispensabile per il nostro territorio».

A dar man forte al presidente c’è anche il sindaco di Silanus. «Il Ministero della Giustizia deve intervenire facendosi carico della questione – aggiunge Gian Pietro Arca –. Proprio in questi giorni provvederemo a inviare una richiesta ufficiale in merito. L’Unione dei Comuni del Marghine non può accollarsi costi e competenze non sue». Il 2 gennaio 2017 l’ufficio del giudice di pace è stato riaperto dopo una chiusura durata anni. Era il 2012 quando la revisione delle circoscrizioni giudiziarie ha portato alla soppressione di 667 uffici, compreso quello di Macomer. Negli ultimi 3 anni a farsi carico delle spese del personale sono i dieci comuni dell’Unione. «La Regione – precisa il presidente Daga – contribuisce con uno stanziamento che si aggira intorno ai 30 mila euro. Il nostro capitolo di spesa per il 2019 è stato di 85 mila 600 euro. Si stima che la cifra sarà pressoché identica per l’annualità in corso. Qualora dovesse arrivare del nuovo personale non potremmo permetterci di pagare gli stipendi. È un onere che non ci spetta. Chiediamo dunque, a gran voce, che le istituzioni si assumano le proprie responsabilità. Noi continueremo a fare del nostro meglio per preservare il servizio ma abbiamo estremo bisogno della collaborazione degli organi competenti. Non vogliamo e non possiamo rinunciare a questo importante presidio dello Stato nel Marghine. L’ufficio del giudice di pace è necessario – conclude – . È un punto di riferimento per chi svolge la professione forense e per i semplici cittadini. Siamo disposti a fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per far sentire la nostra voce. La voce di un intero territorio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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