I bambini di Orani ricordano Borrotzu

Cerimonia per l’installazione di quaranta papaveri rossi Omaggio al partigiano che morì per salvare una comunità

ORANI. Più di 40 papaveri rossi nella piazza Cumbentu saranno installati questo pomeriggio come tributo a Piero Borrotzu, il partigiano oranese che si sacrificò nel 1944 a Chiusola per salvare l’intera comunità. Questo momento sarà la conclusione di un laboratorio attivato nel paese ai piedi di Monte Gonare grazie a Elisa Masala e alla sua attività laboratoriale e artigianale C-Creazioni. «Ho proposto un laboratorio per i ragazzi al Comune di Orani e alla Pro loco che hanno sposato il progetto, partendo dai concetti di condivisione e conoscenza del grande eroe partigiano, e attraverso un percorso abbiamo sviluppato quindi la storia di questo giovane oranese che si era sacrificato per salvare tante persone – spiega la giovane coordinatrice –, così sono stati coinvolti più di 40 bambini e ragazzi, e oggi concluderemo il tutto con una installazione nella piazza del Comune. Il 13 luglio ci siamo radunati ai Giardini di Sofia, con la partecipazione di genitori e bambini a partire dai 4 fino ai 16 e ho chiesto loro se sapessero chi era Piero Borrotzu il partigiano. Da qui abbiamo sviluppato appunto un dialogo, che ha portato anche alla nascita di una piccola Brigata Piero BRZ con i bambini che hanno scelto i nomi di battaglia».

Valori di libertà e antifascismo che questo pomeriggio prenderanno la forma della installazione artistica grazie alla creazione e costruzione di tanti papaveri rossi, che saranno installati nella piazza, dove era stata costruita la casa del fascio in uno dei periodi più bui della storia italiana. Un luogo simbolo quindi, colorato con tanti papaveri rossi «perché il papavero è un fiore libero, cresce nei prati, tra il grano, ci accompagna lungo le strade e lungo i binari dei treni. Se colto e imprigionato in un vaso appassisce immediatamente, perdendo tutta la sua bellezza e il suo slancio vitale. I suoi petali sono delicati come ali di farfalle – spiega ancora Elisa Masala – rossi come il fuoco, come la vivacità dei bambini che imparano. Il tutto sarà accompagnato da “Bella ciao” il canto partigiano che nasce dalla volontà di rimarcare i valori universali di libertà e di opposizione alle dittature e alla guerra, senza riferimenti politici o religiosi».

Appuntamento quindi a questo pomeriggio per ammirare come con la forza dei colori e della creatività, i bambini hanno scoperto una parte della propria storia locale.

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