Macomer, rinvio esami di recupero

Negli istituti superiori della città i corsi prenderanno il via il 22 settembre

MACOMER. Avrebbero dovuto cominciare il 2 settembre, invece, gli esami di riparazione negli istituti superiori di Macomer prenderanno il via martedì 22 per proseguire nelle 4 settimane successive. Una scelta obbligata quella di Massimo De Pau e Gavina Cappai, dirigenti del “Satta” e del “Galilei”. «Non abbiamo potuto fare altrimenti», spiegano. Diverse le ragioni. La prima ha a che fare con la mancanza dei mezzi di trasporto. «L’Arst – sottolinea la preside del Liceo – ha comunicato di non poter effettuare le corse prima della data fissata per l'inizio del nuovo anno scolastico, ossia tra 18 giorni. Nessun pullman da e per Macomer. Ciò significa – tuona – che gli studenti dei paesi limitrofi non potranno raggiungere gli istituti e, di conseguenza, non saranno in grado di sostenere i corsi di recupero».

Il 90% dei 200 alunni del “Satta”, chiamati a rimettersi in pari col programma, è pendolare. «Si sarebbe potuto ovviare al problema – rimarca De Pau – con le interrogazioni a “distanza” ma purtroppo mancano i docenti. La metà dei miei insegnanti è precaria e i supplenti non verranno nominati prima dell'avvio delle lezioni. Come già denunciato più volte, è insufficiente persino il numero dei bidelli. Ne servirebbero 26 al “Tecnico” e altrettanti nei plessi di Silanus e Bolotana. Come se non bastasse – aggiunge il dirigente – un intero piano del mio istituto è un cantiere aperto. Attendiamo la delibera della Giunta provinciale di Nuoro per l'avvio dei lavori necessari alla realizzazione di tre nuove aule. Bisognerà, inoltre, dotare l'intero edificio dell'apposita segnaletica orizzontale. Al momento, dunque, non esistono le condizioni per accogliere i ragazzi in sicurezza». Ma il pensiero è rivolto anche e soprattutto al 22 settembre. «Resta ancora da capire – ammettono i presidi – come l’Arst riuscirà ad assicurare il trasporto di tutti gli studenti e il distanziamento».

«Secondo le ultime direttive ministeriali – prosegue Massimo De Pau – la capienza dei pullman non potrà superare l'80%. I mezzi in dotazione hanno, in media, 54 posti a sedere. E allora mi domando, come farà l’Azienda regionale sarda a far viaggiare centinaia di ragazzi se, come ha annunciato pochi giorni fa, non dispone delle risorse per acquistare nuovi mezzi e assumere altro personale? Sarà in grado di incrementare il numero delle tratte? Gli interrogativi sono diversi. L’auspicio è che, quanto prima, trovino risposta».

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