Viadotto fuori uso e aziende isolate: proteste a Pratosardo
Comune, Confindustria e operatori scrivono all’Anas «Enormi disagi per tutti, subito i lavori per riaprire la strada»
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NUORO. Duecento ditte sempre più isolate a causa del danneggiamento del viadotto di Pratosardo che, agibile in parte, rischia di diventare l’ennesimo schiaffo per il territorio e una vera mazzata per le attività produttive che vi gravitano. Oltre mille addetti, ogni giorno, sono costretti ad affrontare chilometri e spese in più per raggiungere il posto di lavoro. Una situazione che sta creando notevoli disagi alla circolazione. Il sindaco Andrea Soddu, il presidente di Confindustria Sardegna centrale, Giovanni Bitti, e il presidente del Consorzio operatori di Pratosardo, Giampiero Pittorra, al termine di un incontro che si è tenuto in Comune, hanno inviato una lettera al direttore compartimentale dell’Anas Sardegna, Francesco Ruocco, in cui chiedono un intervento immediato per ripristinare la regolare circolazione nel sottopasso della zona industriale del capoluogo di provincia, danneggiato il 10 agosto. «Chiediamo di conoscere in maniera dettagliata il cronoprogramma dei lavori di ripristino del cavalcavia, nonché elementi in merito alla concreta possibilità di eseguire un sistema di svincoli di collegamento verso la zona industriale, diversi e più agevoli dello stato attuale – scrivono nella lettera inviata all’Anas –. È urgente, in collaborazione con l’amministrazione comunale, migliorare la segnaletica stradale, al momento carente che rende fortemente insicura la viabilità in quel tratto penalizzando l’accesso all’area industriale». Dopo l’incidente l’Anas aveva dovuto chiudere tutte e due le corsie per poter effettuare la stima dei danni e le verifiche necessarie per capire la pericolosità. Effettuate le prove di carico facendo transitare e sostare due camion zavorrati del peso complessivo di 44 tonnellate, e collegati dei sensori per la misurare la capacità di sopportazione del carico dei pilastri, al termine della verifica i tecnici avevano stabilito che la strada potesse essere riaperta almeno nel senso di marcia al di sopra del tratto non lesionato. Quindi la decisione di rendere percorribile il tratto in una sola corsia di marcia al traffico in entrata a Nuoro, mentre in uscita da Pratosardo per ritornare in città, il percorso in direzione Ogliastra, attraversando la galleria e deviando per la circonvallazione sud. Un disagio non indifferente per i nuoresi costretti a percorrere decine di chilometri in più per far rientro a casa. «Dopo l’incontro in Comune abbiamo fatto un sopralluogo per renderci conto della situazione – rimarcano Bitti e Pittorra –. Abbiamo fatto presente che in attesa dei lavori occorrerebbe migliorare la segnaletica che, ora come ora, disorienta e non può certo considerarsi degna di un capoluogo di provincia. Inoltre – aggiungono – è necessario trovare uscite alternative a quelle esistenti. Al di là delle competenze sui diversi tratti di strada, è bene che si intervenga per evitare che i cittadini, pur di non percorrere decine di chilometri in più, preferiscano fare manovre azzardate. La situazione sta diventando pericolosa. E ora, non appena aumenterà il traffico con la riapertura delle scuole, la situazione diventerà esplosiva». Ma a preoccupare ancora di più il presidente di Confindustria Sardegna centrale e il presidente del Consorzio operatori di Pratosardo sono i disagi e le perdite registrate dalle 200 aziende che gravitano nell’area industriale. «Dal 10 agosto il numero di chilometri e le spese affrontate si sono moltiplicate. A questo si aggiunge il calo delle vendite per le attività commerciali a causa del brusco calo di presenze». (k.s.)
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