Ottana, bonifiche ancora in salita

Sì condizionato della conferenza di servizi per gli interventi da attuare nell’area industriale

OTTANA. Un giudizio sostanzialmente positivo, ma con alcuni paletti che delimitano i confini all’interno dei quali dovrà essere integrato il progetto di bonifica riguardante l’area industriale e, in particolare, il piano di smontaggio delle apparecchiature degli impianti Cta e Pta, comprendente anche i dettagli dell’attività di dismissione e il piano di indagine del suolo e del sottosuolo.

Questa, in sintesi, la conclusione della conferenza di servizi decisoria, andata avanti in forma semplificata e con modalità asincrona, cioè con giudizio a distanza, riguardante l’approvazione del piano di caratterizzazione delle aree ubicate all’interno della zona industriale di Ottana, attualmente di proprietà di Ottana Polimeri (gruppo Clivati-Indorama) e in via di dismissione dopo la chiusura della fabbrica.

Alla conferenza hanno partecipato, inviando le proprie determinazioni all’area tecnica del Comune di Ottana, il Servizio di tutela dell’atmosfera e del territorio della Regione, l’Area socio sanitaria locale dell’Ats di Nuoro, il Settore gestione ambiente e territorio della Provincia di Nuoro, il Dipartimento provinciale dell’Arpas e il Comune di Ottana.

In base alle conclusioni della conferenza di servizi, dunque, Ottana Polimeri potrà procedere alla pianificazione delle attività di bonifica delle aree di sua proprietà, ma mettendo in atto ulteriori e più marcate attività rispetto al piano di caratterizzazione del sito, cioè rispetto alle linee guida che dovranno portare al risanamento ambientale, presentato dall’azienda.

Il piano di caratterizzazione di Ottana Polimeri ha avuto una gestazione durata nove anni. La predisposizione di questo importante strumento, necessario per aprire la strada alle bonifiche, venne chiesta dal Comune di Ottana ad aprile del 2011.

Negli anni successivi si sono tenute numerose conferenze di servizi che, però, non hanno portato ad alcuna conclusione definitiva.

In particolare, nella riunione che si tenne il 2 ottobre del 2019, la conferenza chiese al Comune di Ottana «di sollecitare Ottana Polimeri alla presentazione del piano di caratterizzazione».

A questo sollecito si aggiunse, il 25 ottobre del 2019, una nota della Provincia con la quale si chiedevano informazioni a Ottana Polimeri circa i ritardi nella redazione del piano.

A marzo del 2020 il Comune di Ottana minacciò addirittura di emettere un’ordinanza per obbligare l’azienda alla presentazione del piano di caratterizzazione del sito industriale.

Un cammino lungo e spinoso, insomma, durato nove lunghi anni, che ora sembra avere intrapreso la strada giusta, anche se ancora non se ne intravede la fine.

I paletti posti dagli enti che fanno parte della conferenza di servizi al piano di caratterizzazione, presentato al Comune di Ottana il 7 luglio del 2020, sono parecchi e non facili da realizzare nel breve tempo.

Tra i tanti ne spicca uno su tutti: «Sul campione di top soil (le caratteristiche del terreno) dovranno essere determinati i parametri amianto, diossine e furani». Cioè quelle sostanze che hanno caratterizzato l’ambiente industriale di Ottana per oltre 40 anni. E che, soprattutto l’amianto, hanno provocato, tra gli ex lavoratori, centinaia di morti.

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