«Caseggiato scolastico a disposizione, aspettiamo una risposta dalla Regione»

LODINE. «Le scuole di Lodine, oramai chiuse da dieci anni, sono disponibili se si avrà bisogno di spazi per portare avanti le attività didattiche rispettando il distanziamento». È l’appello del primo...

LODINE. «Le scuole di Lodine, oramai chiuse da dieci anni, sono disponibili se si avrà bisogno di spazi per portare avanti le attività didattiche rispettando il distanziamento». È l’appello del primo cittadino Franco Crisponi, rivolto alla Regione e agli uffici competenti che proprio in queste settimane impostano le basi di un anno scolastico pieno di incognite per via del fattore contagi da coronavirus. A giugno scorso infatti, per la precisione il 24, l’amministrazione comunale ha inviato una lettera all’assessorato all’Istruzione diretto da Andrea Biancareddu e all’ufficio scolastico provinciale di Nuoro facendo presente che le scuole di Lodine, in perfetto ordine rispetto ai requisiti richiesti su spazi e agibilità per via di un costante lavoro di ammodernamento e efficientamento, erano a disposizione per l’anno scolastico 2020-2021.

«Lo sono tutt’ora – spiega il primo cittadino – e sono locali perfettamente a norma se si decidesse di utilizzarli. In più come Comune garantiamo anche il servizio trasporto, mettendo a disposizione il nostro pulmino gratis». Le amministrazioni comunali che si sono succedute infatti hanno sempre avuto un’attenzione particolare per quell’edificio scolastico, con investimenti per mantenere le aule in perfetto stato e gli impianti funzionanti. «Da ultimo, l’intervento da parte della mia amministrazione di ben 150 mila euro» spiega ancora il primo cittadino. La lettera spedita a giugno non sembra però aver sortito alcun interesse presso gli uffici dell’amministrazione scolastica perché «non abbiamo ricevuto alcuna risposta – spiega ancora Franco Crisponi –. Ma non perdiamo la speranza e rinnoviamo l’invito a valutare questa possibilità». A Lodine, 336 abitanti, i bambini dai 3 ai 14 anni sono appena 25. Numeri che non consentono di tenere le scuole aperte nel paese che, facendo parte dell’istituto compensivo di Gavoi, porta quotidianamente tutti i propri piccoli studenti dalla materna alle medie nella scuola gavoese. «Non ci perdiamo d’animo – conclude ancora il primo cittadino –, quello che ci preme è la sicurezza di tutti gli studenti, per questo siamo qui a disposizione. Nutriamo sempre la speranza di rivedere aperte le nostre scuole e di sentirle piene di vivacità». Il coronavirus ha ribaltato tanti punti fermi della società a cui eravamo abituati, riabilitando la vita proprio in quelle comunità come Lodine dove gli spazi e la tranquillità sono una costante da sempre. (m.c.)

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