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Madre a processo per maltrattamenti. I testi: «Non era felice»

Madre a processo per maltrattamenti. I testi: «Non era felice»

NUORO. Si avvia a conclusione il processo a carico di una donna accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti dei figli di 3 e 6 anni, affidati successivamente al padre. Ieri mattina in aula gli...

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NUORO. Si avvia a conclusione il processo a carico di una donna accusata di maltrattamenti aggravati nei confronti dei figli di 3 e 6 anni, affidati successivamente al padre. Ieri mattina in aula gli ultimi testi della difesa, mentre il 9 dicembre inizierà la discussione. Ad avvalorare la tesi dell’accusa i video di alcune telecamere che il marito, un odontotecnico (parte civile con l’avvocato Francesco Lai), aveva posizionato in diversi punti della casa per dare una spiegazione al malessere dei bambini. Le telecamere aveva registrato gli scatti d’ira ingiustificati della donna (difesa dall’avvocato Marilena Patteri), contro i figli, e in varie occasioni l’avevano ripresa mentre li strattonava con forza. La coppia nel frattempo si era separata e successivamente i bambini erano stati allontanati e affidati al padre. Ieri mattina in aula hanno deposto davanti al giudice Ponti, la madre e il fratello dell’imputata, ma anche alcuni amici e vicini di casa che hanno raccontato la trasformazione della donna «da solare qual era, a triste e spenta», oltre che provata dalla nascita del secondo figlio al quale era stato diagnosticato il diabete. La madre dell’imputata ha anche raccontato davanti al giudice, del rapporto particolare che si era creato tra la figlia e il marito dopo il matrimonio. Il genero sarebbe arrivato a mettere in dubbio che il secondo figlio fosse suo. Anche gli altri testi hanno sottolineato come la donna sia diventata «una persona progressivamente triste, non più felice, che viveva con apprensione la malattia del bimbo». E se nella precedente udienza lo psichiatra Trebisonda aveva ribadito che l’imputata, per via dello stato depressivo di cui soffriva, non era capace di intendere e di volere, resta l’esito della valutazione fatta a suo tempo, dai periti del giudice che avevano sostenuto, però, una tesi completamente opposta. (k.s.)



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