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Furto di dati sensibili alla Figenpa assolti due agenti della società

NUORO. L’accusa era di aver sottratto oltre 31mila dati sensibili dalla filiale Figenpa di Nuoro successivamente alle loro dimissioni. Nomi e cognomi, codici fiscali, finanziamenti e numeri di...

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NUORO. L’accusa era di aver sottratto oltre 31mila dati sensibili dalla filiale Figenpa di Nuoro successivamente alle loro dimissioni. Nomi e cognomi, codici fiscali, finanziamenti e numeri di telefono di clienti, scaricati dalla banca dati della società che aveva rilasciato finanziamenti. Gli agenti Fabio Rotelli e Fabio Schintu, difesi dall’avvocato Antonio Falchi, ieri sono stati assolti dal giudice Alessandra Ponti “per non aver commesso il fatto”. Secondo il pubblico ministero Ilaria Pais, i due imputati otto anni fa, utilizzando una copia delle chiavi degli uffici della Figenpa (parte civile con l’avvocato Francesco Spiga), si erano introdotti nottetempo nella filiale e con una pen drive, usando la password di sistema intestata a un’altra dipendente, Antonietta Cucca, si erano impossessati dei dati. «Reati prescritti – ha detto il pm– perciò non posso chiedere la condanna. Mi preme però dire che la porta della sede della Figenpa non era stata forzata, segno evidente che il responsabile era una persona interna alla società. Lo stesso aveva usato le credenziali di Antonietta Cucca che era l’unica impiegata della filiale ad avere licenza “master”; era colei che curava l’istruttoria delle pratiche e poteva accedere ai dati dei clienti di tutta Italia. Le credenziali della Cucca – ha aggiunto il pm – erano state carpite per violare il sistema della Fingenpa e riuscire ad avere l’accesso ai clienti creando, così, un duplice danno alla società: di immagine, ma anche economico per la politica di investimento che la società portava avanti».

Contrariamente a quanto sostenuto dall’accusa, sentiti in aula i due imputati, hanno dichiarato che loro avevano la possibilità di accedere ai dati dei clienti che avevano ottenuto il finanziamento dall’agenzia di Nuoro. Inoltre, hanno sostenuto che nonostante non avessero più rapporti con la Fingenpa, i clienti della società con i quali loro avevano avuto a che fare, avevano continuato a cercarli.

«Alla luce dell’istruttoria dibattimentale – ha detto l’avvocato Antonio Falchi, chiedendo al tribunale che si pronunciasse nel merito – possiamo con certezza affermare che la condotta contestata ai due imputati non è stata provata. Resta ancora da capire se quei dati siano stati rubati e se il sistema della Figenpa sia stato forzato, visto che non è mai stato chiarito quale computer sia stato usato per compiere questa violazione. Perquisizioni, sequestri di materiale anche nelle abitazioni di Rotelli e Schintu, non hanno portato a nulla – ha concluso l’avvocato –. Tutta l’attività d’indagine svolta dalla polizia giudiziaria ha dato esito negativo». (k.s.)

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