La Nuova Sardegna

Nuoro

Ematologia, solo 4 medici a Nuoro: «Smantellano il reparto»

di Valeria Gianoglio
Ematologia, solo 4 medici a Nuoro: «Smantellano il reparto»

La denuncia dell’Ail: «Manca il personale e stop ai trattamenti, se non urgenti». «La Regione dica se vuole tagliare un servizio che è sempre stato di eccellenza» 

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NUORO. Quattro medici in servizio rispetto agli undici di appena due anni fa – e costretti a un super-lavoro per mettere le pezze alla carenza di personale – chemioterapia ridotta alle sole estreme urgenze, idem per i prelievi e per il resto dei trattamenti delicatissimi ai quali sottoporre i pazienti. E come se non bastasse, è arrivato il Covid a complicare le cose, visto che due medici del reparto sono risultati positivi e sono tutt’ora in quarantena insieme a un infermiere. Ma le carenze di organico, in realtà, si trascinano da ben prima del Covid. «Ce lo dicano, ce lo devono dire dove vogliono arrivare, con questo smantellamento del reparto di Ematologia del San Francesco, perché così non si può andare avanti. Questo è da sempre uno dei reparti gioiello del nostro ospedale, dove lavorano professionisti straordinari, un punto di riferimento per tanti pazienti da tutta l’isola. Non possono ridurlo così, senza un numero sufficiente di medici. Stanno smontando il reparto, anziché sostenerlo». Leone Soddu e Antonio Nurra, rispettivamente presidente e vice dell’Ail nuorese, l’associazione italiana contro le leucemie, hanno il volto di chi porta con sè una preoccupazione profonda che si trascina da tempo, quando denunciano lo stato di difficoltà profonda nella quale si trova Ematologia.

«È un processo che sta andando avanti da anni, è evidente – dice Soddu – ma non è giusto, e pretendiamo risposte dalla Regione, che lo dicano chiaro qual è la vera volontà in merito a Ematologia e alla sanità nuorese. Meritiamo rispetto, meritiamo che tutti i pazienti abbiano diritto a essere curati. Come Ail ci siamo sempre battuti per questo». Sono stati i veri angeli del reparto, in questi anni, i componenti dell’Ail: tutt’ora, attraverso una borsa di studio, pagano una biologa che lavora in Ematologia, mentre nella loro casa di accoglienza, dotata di tutte le comodità e che di recente ha ottenuto nuovi spazi, dagli anni Novanta ospitano i pazienti del reparto che arrivano da tutta la Sardegna. La casa di accoglienza dell’Ail, proprio davanti all’ospedale, può ospitare 16 pazienti alla volta, o i loro parenti e accompagnatori. E sempre nel corso di tanti anni, l’Ail nuorese ha sostenuto Ematologia anche attraverso l’acquisto di tute e dispositivi necessari per il lavoro, e di macchinari sofisticati che si sono poi rivelati preziosi pure per raggiungere risultati scientifici di straordinario prestigio. Grazie al sequenziatore donato dall’Ail al reparto nel 2018, il laboratorio di Ematologia è stato il primo, ad esempio, ad aver isolato e sequenziato in Sardegna il Sars-CoV2, il virus responsabile dell’infezione Covid. I successi e la professionalità del reparto, dunque, sono indiscussi, dicono anche i vertici dell’Ail: ecco perché, precisano, fa ancora più rabbia assistere all’attuale processo di smantellamento di Ematologia e del polo sanitario nuorese più in generale. «Con soli 4 medici non si può continuare – spiegano ancora il presidente e il vice dell’Ail nuorese – ora si riesce solo a fare la chemio ai casi più urgenti, ma sono sospesi altri trattamenti. Esiste una graduatoria regionale già pronta di 123 medici dalla quale si può attingere. Lo facciano, lo facciano subito. E diano risposte: ci dimostrino che vogliono interrompere lo smantellamento e sostenere il polo sanitario di Nuoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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