Progetto SharDna, un incontro a Villa Devoto

Perdasdefogu, l’obiettivo dell’associazione dei sindaci è riprendere la ricerca genetica interrotta

PERDASDEFOGU. Tassello dopo tassello prende corpo la costituzione della fondazione Dna a tutela del genoma ogliastrino. Annunciata un anno fa a Perdasedefogu, formalizzata a febbraio a Cagliari e finanziata con 250mila euro nel corso dell’ultimo assestamento di bilancio regionale, attende l’ingresso degli enti locali. Una prima riunione, in programma mercoledì a mezzogiorno a Villa Devoto, servirà ad analizzare le modalità di ingresso dei Comuni. L’incontro è stato chiesto da Flavio Cabitza che a capo dell’associazione Identità ogliastrina aveva caldeggiato l’azione della Regione a tutela del patrimonio genetico dei sardi, è un primo passo ma non l’unico. Accanto ai 10 Comuni, che a partire dal 2000 avevano aderito al progetto SharDna la cui biobanca era stata acquistata all’asta dalla multinazionale Tiziana life sciences, e Identità ogliastrina, ci sono altre importanti partnership con università e centri.

L’obiettivo è riprendere la ricerca genetica su una delle popolazioni più longeve al mondo interrotta in seguito alle vicissitudini del progetto culminato nel fallimento della società milanese San Raffaele che a sua volta aveva acquistato la biobanca dalla società SharDna.

La controversa vicenda del Dna ogliastrino, oltre che la battaglia vinta dall’associazione di Cabitza contro la società inglese che grazie al determinante l’intervento del Garante nazionale per la privacy ha dovuto restituire i dati ai donatori che hanno revocato il consenso, ha altri rivolti. Uno è quello giudiziario. Lo stesso giorno dell’incontro cagliaritano, in un’aula del Tribunale di Lanusei, si celebrerà l’udienza preliminare che servirà a stabilire se le 10 persone coinvolte nell'inchiesta della Procura per la misteriosa sparizione di migliaia di provette dal laboratorio di Perdasdefogu, andranno a giudizio.

Il gup Mariano Arca ha fissato la discussione per due imputati: Pier Giorgio Lorrai difeso dall’avvocato Daniele Murru e Franco Tegas (Vito Cofano). Sabato toccherà agli altri imputati.

Si tratta del professor Mario Pirastu, presidente di Genos, e della sua collaboratrice Simona Vaccargiu, accusati di furto aggravato in concorso per essersi impossessati delle provette; Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu; l’ex vice sindaco di Talana Ercole Perino; il presidente e i consiglieri di amministrazione di Genos Valter Vittorio Mura, Maurizio Caddeo, Piergiorgio Lorrai; gli amministratori di SharDna Maurizia Squinzi e Mauro Valsecchi e l’amministratore unico di Longevia Tiziano Lazzaretti. Per loro le contestazioni, a vario titolo, vanno dalla violazione della legge sulla privacy all’illecita trattazione dei dati sensibili. (g.f.)

WsStaticBoxes WsStaticBoxes