La storica dirigente della sanità va in pensione: «Ho dovuto subire un trattamento mortificante»
Gesuina Cherchi lascia il lavoro dopo 43 anni: «Orgogliosa della mia Asl»
Nuoro Gesuina Cherchi, «la dottoressa», storica dirigente della sanità nuorese, ha festeggiato il 70º compleanno facendolo coincidere con il pensionamento, formalmente scattato il 31 dicembre, dopo 43 anni di servizio nell’Asl. Direttore del Distretto sanitario di Nuoro, è rientrata in servizio solo per pochi giorni, dopo un lungo periodo di malattia causato – spiega – da forti tensioni e da un trattamento «mortificante». Dopo aver ricoperto l’incarico di direttore sociosanitario in aspettativa dal suo ruolo istituzionale, al termine del mandato avrebbe dovuto riprendere la guida del Distretto di Nuoro. Un rientro che, secondo il suo racconto, è stato ostacolato, fino a spingerla all’assenza per motivi di salute. Tornata al lavoro solo per concludere dignitosamente il suo percorso lavorativo, ha voluto salutare colleghi e amici con una cena, nella sua Orosei, che ha unito compleanno e pensionamento, alla presenza di circa 180 persone ospiti. Nel lungo percorso professionale ha ricoperto numerosi ruoli di vertice: responsabile del consultorio familiare, direttore di distretto, commissario straordinario dell’Asl e direttore sociosanitario.
È stata protagonista dell’avvio e della realizzazione delle Case della salute (oggi Case di comunità) a Nuoro, Oliena e altri centri, curandone progettazione, finanziamenti e ristrutturazioni, in particolare nell’ex ospedale San Francesco di Nuoro. Rivendica una sanità fondata sull’accoglienza delle persone e sulla dignità degli ambienti di cura, valori che hanno guidato tutta la sua carriera. Pur senza rimpianti professionali, esprime amarezza per alcune «delusioni e tradimenti, vissuti nell’ultimo periodo» dice. Originaria di Orosei, dove ha iniziato come psicologa nel 1982, conclude ringraziando chi l’ha sostenuta nel tempo, sottolineando di essere orgogliosa del lavoro svolto e del servizio reso alla comunità.
La direzione Professioni sanitarie, Distretto di Nuoro, ricordando la professionalità, la figura di Gesuina Cherchi ha diffuso una nota: «Rendiamo omaggio a una persona speciale, a una professionista esemplare e a una donna che ha lasciato un segno profondo nella storia e nel cuore del nostro Distretto e di tutta la comunità. La sua carriera è iniziata come psicologa, professione che già racconta molto di lei: l’ascolto, l’attenzione all’altro, la capacità di comprendere le fragilità. Con competenza, dedizione e grande senso di responsabilità, ha poi ricoperto ruoli di crescente impegno: direttrice di Distretto e direttrice socio-sanitaria, rimanendo sempre presente nell’Asl, sempre a contatto con i bisogni reali delle persone, in particolare dei più deboli. Vogliamo celebrare soprattutto la donna, capace di coniugare autorevolezza e umanità, rigore e sensibilità, guida e ascolto».
«Una dirigente – si legge – che non ha mai perso il contatto con i professionisti e con il territorio, lasciando un’eredità fatta di valori, rispetto e attenzione autentica». Un saluto particolarmente speciale, arriva dal suo staff storico: Carla, Giovanna, Annalisa e Giusy. Il dottor Domenico Murdeu parla a nome dei medici di base e dei cittadini di Gavoi che ringraziano la dottoressa Gesuina Cherchi per il suo impegno costante e attento nei confronti di una struttura che era semi abbandonata. «Quando, in qualità di responsabile socio-sanitaria era arrivata la dottoressa Cherchi che voleva vedere e capire come mai questa struttura con tutte le sue pertinenze non decollava. Si rese conto che c’era tanto lavoro da fare. “Bisogna potenziarla”» disse. Detto, fatto.
«Ha messo subito in pratica alcuni progetti e magicamente la situazione si è ribaltata tra l’altro in un periodo in cui le cose in sanità andavano in decrescenza dappertutto. La dottoressa Gesuina Cherchi ha trovato le risorse, ha fatto i progetti, ha rimesso a nuovo la struttura. Ne è venuta fuori una cosa magica – conclude il dottor Murdeu –, questo è il merito di Gesuina che ha visto, ha progettato, ha creduto nei progetti, soprattutto li ha realizzati. Una cosa che noi potevamo solo sognare: lei ha trasformato il sogno in una realtà». © RIPRODUZIONE RISERVATA
