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Terremoto di Amatrice, i genitori delle vittime: basta emergenze, ci vuole prevenzione

Filippo Sanna
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Filippo Sanna

Appello della madre di Filippo Sanna il ragazzo di origini nuoresi morto in ospedale per le ferite riportate nel crollo della casa

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PESCARA. «Lavoriamo tutti per un obiettivo comune, fare prevenzione e non piangere più i morti. Non avremmo mai voluto far parte di queste associazioni, vorremmo solo che nessuno più si trovasse in questa situazione, ti senti solo e invisibile perché nessuno ti ascolta». A parlare è Stefania Ciriello, la mamma di Filippo Sanna, il 22enne di Amatrice  morto nel 2016, in ospedale a Pescara, una settimana dopo il crollo della sua casa avvenuto nel terremoto del 24 agosto. Stefania, che con il marito Mario Sanna ha fondato l'associazione 'Il Sorriso di Filippò, ha partecipato a Pescara a un presidio organizzato, in vista della riapertura delle scuole, dalle associazioni Par - Patto per l'Abruzzo Resiliente e 'Priorità alla Scuola Pescarà, insieme ai Comitati Vittime della Scuola di San Giuliano di Puglia e Vittime Casa dello Studente L'Aquila.

«Chiediamo di creare un fondo per i familiari delle vittime di queste tragedie che, con la prevenzione, potevano essere evitate - ha detto all'Ansa - Ci stiamo muovendo a Rieti, dove ora viviamo, per creare una sensibilità nei confronti del terremoto riguardo a scuola ed edifici pubblici. Una sensibilità che ancora non c'è. Forse adesso le istituzioni si stanno muovendo per acquistare i moduli per ospitare le scuole, ma sull'onda dell'emergenza Covid, non in un'ottica di prevenzione sismica. Insomma, ci siamo resi conto che si sfrutta sempre l'emergenza, perché è più redditizia dal punto di vista economico». Il presidio di Pescara è servito anche per riaffermare che la scuola è motore dell'economia, che occorre implementare spazi e moduli ad uso scolastico provvisorio (Musp), evitare interventi improvvisati per tamponare, predisporre uno studio territoriale a stretta scala per poter garantire sicurezza in presenza di qualsiasi rischio emergenziale.

«Dirigenti scolastici e amministratori pubblici sono stati investiti di una grande responsabilità e allo stesso tempo poco sostenuti a livello pratico ed economico» hanno detto gli organizzatori. (Ansa).

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