Covid, screening a tappeto in dieci Comuni del Marghine

A Macomer accordo di massima tra i sindaci e la Assl .«Test anti-Covid, si comincia con studenti e insegnanti»

MACOMER. L’accordo di massima sulla campagna di test sierologici da effettuare su circa 10 mila abitanti del Marghine c’è ed è scaturito dall’incontro in programma ieri a Nuoro tra il direttore della Assl barbaricina, Grazia Cattina, la presidente della Conferenza territoriale socio-sanitaria dell’Assl nuorese, Silvia Cadeddu, e il presidente dell’Unione dei Comuni, Luigi Daga. «Lo screening – ha affermato quest’ultimo –, potrà essere eseguito su un campione di 30 cittadini al giorno. Abbiamo pensato sia necessario individuare una fascia ben definita. Quella che, in questo delicato momento di convivenza col coronavirus, è più a rischio».

La scelta è ricaduta su studenti e insegnanti. «Partire dai giovani è una necessità – ha sottolineato Silvia Cadeddu –. Attraverso i test saremo in grado di monitorare il loro stato salute e allo stesso tempo di sensibilizzarli. Sono ancora troppi i ragazzi e le ragazze che non indossano la mascherina e non mantengono il distanziamento interpersonale. Troppi gli assembramenti. Perciò, come già fatto nelle ultime settimane, rinnoviamo l’appello al senso di responsabilità». «Le regole vanno rispettate – ha aggiunto Cadeddu –, altrimenti sarebbe inutile avviare uno screening». Lo sforzo economico per sostenere il piano non sarebbe di poco conto. «Servirebbero minimo 100 mila euro – ha spiegato Luigi Daga –, l’Unione dei Comuni potrebbe fare la sua parte con uno stanziamento di circa 30 mila euro. Il resto delle risorse sarebbe da dividere tra i dieci paesi del Marghine. Solo la compartecipazione delle spese potrebbe far decollare il programma». Tra le ipotesi al vaglio, per testare quanti più abitanti possibile, anche quella di far pagare il test a chi è nella condizione economica di poterlo fare. «È soltanto un’idea – ha precisato Daga –, per ora intendiamo avviare il piano di monitoraggio e concentrarci su alunni e corpo docente». «Per ottenere una maggiore efficacia – ha aggiunto Silvia Cadeddu –, dovrebbe partire a ottobre, a una ventina di giorni di distanza dall’avvio dell’anno scolastico». Nel frattempo le interlocuzioni con l’Assl proseguiranno. Indispensabile il coinvolgimento del Servizio di Igiene pubblica di Nuoro e Macomer. «Ai sanitari spetterà il compito di eseguire i tamponi sui soggetti il cui test sierologico risulterà positivo. Altro vincolo – ha concluso la presidente Cadeddu –, è che sia un laboratorio accreditato a effettuare gli esami per lo screening».

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