scuola, il caso supplenze
Gli impiegati dell’Ufficio scolastico «Lavoro garantito pure da distanza»
NUORO. «Attualmente ci troviamo collocate in quarantena domiciliare, all’esito dell’effettuazione del tampone rinofaringeo. Tali esami sono fortunatamente risultati negativi per noi tutti. Tra un...
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NUORO. «Attualmente ci troviamo collocate in quarantena domiciliare, all’esito dell’effettuazione del tampone rinofaringeo. Tali esami sono fortunatamente risultati negativi per noi tutti. Tra un paio di giorni faremo rientro in servizio. Ci spiace apprendere che per una parte degli operatori dell’universo scolastico, la decisione di effettuare a distanza le operazioni di conferimento degli incarichi a tempo determinato restanti, sia motivo di così viva preoccupazione in ordine alla correttezza e trasparenza delle medesime operazioni. Da parte nostra, ci atterremo scrupolosamente a tutte le norme che presiedono allo svolgimento di tali operazioni». Dopo le proteste dei sindacati e dei precari della scuola, che hanno bocciato senza mezzi termini la decisione, da parte dell’ex Provveditorato, di assegnare gli incarichi di supplenze annuali tramite la modalità telematica, e non invece alla presenza dei docenti o quantomeno in videoconferenza come chiedeva la Gilda, i lavoratori dell’ex Provveditorato difendono il loro lavoro e tengono a garantire che anche per via telematica sono sempre garantiti i diritti dei docenti e la trasparenza. E spiegano anche alcuni passaggi chiave delle operazioni di quest’anno.
A cominciare dal fatto, dicono i lavoratori, che «i nostri uffici vivono da anni una strutturale carenza di organico, le risorse umane sono totalmente inadeguate alla mole di lavoro da svolgere ed è perciò inevitabile uno stop forzato a seguito di fatti come quelli occorsi nella scorsa settimana». I fatti ai quali si riferiscono sono la scoperta di due dipendenti dell’ufficio scolastico positivi al Covid, e dunque la quarantena e gli accertamenti per gli altri colleghi. Lo stop, la chiusura dell’ufficio, spiegano ancora, ha rallentato tutte le operazioni di avvio dell’anno scolastico, e «la scelta di operare a distanza nasce dall’esigenza di colmare il ritardo nelle operazioni di attribuzioni delle supplenze e al tempo stesso di tutelare la salute di tutti gli attori coinvolti». «Siamo lavoratori anche noi e lavoratrici anche noi – spiegano ancora – e come tali abbiamo il diritto e il dovere di rendere il nostro servizio nel modo più sicuro possibile e dopo gli accadimenti dei giorni scorsi non ci sentiamo più così sicuri. Abbiamo così rappresentato queste paure al nostro datore di lavoro che ci ha proposto di effettuare le restanti operazioni a distanza. Questo non significa che vivremo arroccati nel nostro magico castello impenetrabile. Come è sempre stato qualunque chiarimento necessario e perplessità potranno essere segnalati via mail o per telefono ai nostri uffici».
Oggi, intanto, alle 11.30, i precari, decisi a ribadire la loro richiesta – ovvero le nomine in presenza – manifesteranno davanti all’ufficio scolastico provinciale, in viale Trieste. (v.g.)
A cominciare dal fatto, dicono i lavoratori, che «i nostri uffici vivono da anni una strutturale carenza di organico, le risorse umane sono totalmente inadeguate alla mole di lavoro da svolgere ed è perciò inevitabile uno stop forzato a seguito di fatti come quelli occorsi nella scorsa settimana». I fatti ai quali si riferiscono sono la scoperta di due dipendenti dell’ufficio scolastico positivi al Covid, e dunque la quarantena e gli accertamenti per gli altri colleghi. Lo stop, la chiusura dell’ufficio, spiegano ancora, ha rallentato tutte le operazioni di avvio dell’anno scolastico, e «la scelta di operare a distanza nasce dall’esigenza di colmare il ritardo nelle operazioni di attribuzioni delle supplenze e al tempo stesso di tutelare la salute di tutti gli attori coinvolti». «Siamo lavoratori anche noi e lavoratrici anche noi – spiegano ancora – e come tali abbiamo il diritto e il dovere di rendere il nostro servizio nel modo più sicuro possibile e dopo gli accadimenti dei giorni scorsi non ci sentiamo più così sicuri. Abbiamo così rappresentato queste paure al nostro datore di lavoro che ci ha proposto di effettuare le restanti operazioni a distanza. Questo non significa che vivremo arroccati nel nostro magico castello impenetrabile. Come è sempre stato qualunque chiarimento necessario e perplessità potranno essere segnalati via mail o per telefono ai nostri uffici».
Oggi, intanto, alle 11.30, i precari, decisi a ribadire la loro richiesta – ovvero le nomine in presenza – manifesteranno davanti all’ufficio scolastico provinciale, in viale Trieste. (v.g.)
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