Covid, oncologia trasloca allo Zonchello: a Nuoro pazienti in rivolta
di Stefania Vatieri
Dal San Francesco per fare spazio ai pazienti Covid: 400 malati in chemioterapia pronti a scendere in piazza
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NUORO. «Una decisione scellerata, inutile e non perseguibile, piovuta dall’alto senza tenere conto delle normative e delle esigenze dei pazienti». È la voce dei malati oncologici, oltre 400, seguiti nell’ospedale San Francesco che dichiarano guerra ai vertici dell’Ats regionale che proprio in questi giorni ha disposto lo smantellamento del reparto di oncologia del presidio barbaricino, una eccellenza del territorio, per destinarlo ai possibili e futuri pazienti Covid. Il documento firmato dal direttore sanitario dell’Ats Sardegna Maurizio Locci, dispone l’immediato trasferimento del reparto di Oncologia nell’ospedale Zonchello dove, si legge, «il setting di cura è più appropriato alle necessità dei propri pazienti», per far spazio quindi a una area di cure intensive da destinare ai nuovi casi di pazienti Covid, che, come recita il documento, «dopo l’estate stanno rapidamente crescendo». Un fulmine a ciel sereno per i tanti pazienti, i medici e la direzione sanitaria nuorese che ha scatenato le più accese proteste e un malcontento generale.
«Oggi mentre facevo la chemioterapia ho assistito a una incursione da parte di un gruppo di tecnici ospedalieri che senza alcuna remora hanno invaso le stanze dove noi, malati di cancro, ricevevamo la terapia – racconta Michele Siotto, consigliere comunale e malato oncologico –. Vengo a conoscenza di un ordine di servizio che dispone nell’immediato il trasferimento di Oncologia allo Zonchello – prosegue –. Una scelta assurda, fuori da ogni logica: vogliono smantellare un reparto salvavita per trasferirlo lontano da quei servizi essenziali ai malati (la rianimazione, la farmacia e la radioterapia) per far posto a un reparto provvisorio che probabilmente non entrerà mai in funzione e che tra qualche mese non avrà più ragione di esistere». Nessuna dichiarazione da parte della direttrice dell’Assl di Nuoro Grazia Cattina che contattata telefonicamente sottolinea di essere venuta a conoscenza della decisione solo nella giornata di ieri (mercoledì per chi legge, ndc), ma non commenta la vicenda. A fare il punto della situazione invece sono alcuni operatori sanitari del San Francesco, che per ovvie ragioni preferiscono mantenere l’anonimato, i quali spiegano quanto la decisione presa dai vertici aziendali, «senza alcuna concertazione», sia impraticabile e senza senso. A partire dal progetto messo in campo per arginare una nuova eventuale emergenza Covid in città che attualmente, spiegano, è assolutamente gestita e gestibile. «Nel presidio nuorese esiste già un’area dedicata con 20 posti letto di pneumologia, per una degenza ordinaria e 6 posti letto per una degenza semi intensiva, ubicata al decimo piano dell’ospedale – spiegano gli operatori sanitari –. Qui sono previsti inoltre ben 8 posti letto di rianimazione». Il reparto allestito qualche settimana fa non è ancora operativo a causa di un problema tecnico che non ne permette l’utilizzo per ancora tre settimane. Nel frattempo il reparto di Terapia intensiva, dove sono 12 i posti letto dedicato ai casi Covid e di cui attualmente sono occupati 7, potrebbe benissimo sopperire all’emergenza, perché come spiegano i sanitari, sono presenti ben 4 posti letto in più rispetto alla prima ondata di casi. Un secondo punto che ha fatto discutere gli addetti ai lavori e non solo è la scelta di trasferire l’Oncologia allo Zonchello, una struttura assolutamente inadeguata a poter ospitare un reparto che necessità, per le terapie somministrate, di una Rianimazione facilmente e velocemente raggiungibile, come previsto d’altronde dalla normativa sull’accreditamento. «Siamo pronti a scendere in piazza, barricarci di fronte al reparto per non far entrare nessuno perché l’Oncologia non si tocca – tuona Marilena Pintore, sindacalista e malata oncologica –. Come abbiamo già fatto metteremo in campo tutte le nostre forze per tutelate la nostra salute e i nostri diritti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Oggi mentre facevo la chemioterapia ho assistito a una incursione da parte di un gruppo di tecnici ospedalieri che senza alcuna remora hanno invaso le stanze dove noi, malati di cancro, ricevevamo la terapia – racconta Michele Siotto, consigliere comunale e malato oncologico –. Vengo a conoscenza di un ordine di servizio che dispone nell’immediato il trasferimento di Oncologia allo Zonchello – prosegue –. Una scelta assurda, fuori da ogni logica: vogliono smantellare un reparto salvavita per trasferirlo lontano da quei servizi essenziali ai malati (la rianimazione, la farmacia e la radioterapia) per far posto a un reparto provvisorio che probabilmente non entrerà mai in funzione e che tra qualche mese non avrà più ragione di esistere». Nessuna dichiarazione da parte della direttrice dell’Assl di Nuoro Grazia Cattina che contattata telefonicamente sottolinea di essere venuta a conoscenza della decisione solo nella giornata di ieri (mercoledì per chi legge, ndc), ma non commenta la vicenda. A fare il punto della situazione invece sono alcuni operatori sanitari del San Francesco, che per ovvie ragioni preferiscono mantenere l’anonimato, i quali spiegano quanto la decisione presa dai vertici aziendali, «senza alcuna concertazione», sia impraticabile e senza senso. A partire dal progetto messo in campo per arginare una nuova eventuale emergenza Covid in città che attualmente, spiegano, è assolutamente gestita e gestibile. «Nel presidio nuorese esiste già un’area dedicata con 20 posti letto di pneumologia, per una degenza ordinaria e 6 posti letto per una degenza semi intensiva, ubicata al decimo piano dell’ospedale – spiegano gli operatori sanitari –. Qui sono previsti inoltre ben 8 posti letto di rianimazione». Il reparto allestito qualche settimana fa non è ancora operativo a causa di un problema tecnico che non ne permette l’utilizzo per ancora tre settimane. Nel frattempo il reparto di Terapia intensiva, dove sono 12 i posti letto dedicato ai casi Covid e di cui attualmente sono occupati 7, potrebbe benissimo sopperire all’emergenza, perché come spiegano i sanitari, sono presenti ben 4 posti letto in più rispetto alla prima ondata di casi. Un secondo punto che ha fatto discutere gli addetti ai lavori e non solo è la scelta di trasferire l’Oncologia allo Zonchello, una struttura assolutamente inadeguata a poter ospitare un reparto che necessità, per le terapie somministrate, di una Rianimazione facilmente e velocemente raggiungibile, come previsto d’altronde dalla normativa sull’accreditamento. «Siamo pronti a scendere in piazza, barricarci di fronte al reparto per non far entrare nessuno perché l’Oncologia non si tocca – tuona Marilena Pintore, sindacalista e malata oncologica –. Come abbiamo già fatto metteremo in campo tutte le nostre forze per tutelate la nostra salute e i nostri diritti».
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