«Il Pronto soccorso è al collasso»
di Kety Sanna
Organico ridotto all’osso e turni massacranti per i pochi medici: caos totale al San Francesco
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. All’interno del San Francesco, mentre si continuano a studiare percorsi e squadre per affrontare al meglio la nuova ondata di emergenza sanitaria, che nulla ha a che vedere con quella di marzo, al Pronto soccorso la situazione sta per precipitare. Un reparto di eccellenza, sottodimensionato dal punto di vista del personale: a fronte di un organico previsto di 17-18 medici risultano in servizio solamente 10 medici (uno dei quali una non fa notti e una usufruisce della legge 104, oltre al primario facente funzioni che garantisce turni soprattutto notturni), che in questa fase di gestione Covid ha dovuto chiedere in “prestito” due medici di Malattie infettive per dare una risposta ai pazienti.
L’ospedale di Nuoro declassato a secondo livello, è chiamato a fare i conti con l’impatto che la pandemia sta avendo sulle comunità. Unico Pronto soccorso in Sardegna che nonostante l’emergenza ha tenuto aperto l’unità di Osservazione breve intensiva con 7 posti letto, pur non avendo specialisti dedicati ed evitando tantissimi ricoveri nei reparti, ora è allo stremo. Il grido d’allarme si è levato da tempo, ma finora non è servito a nulla. Basterebbero solo due medici in più per far fronte a una situazione che ora rischia di degenerare. Basti pensare che l’area sospetti del San Francesco si trova in quella che, un tempo, era la sala d’attesa del Pronto soccorso. Carenza di spazi e di personale sono tali da non permette la divisione tra il percorso sporco (relativo ai pazienti Covid) e il percorso pulito. I pazienti accertati Covid, inoltre, sostano in Pronto soccorso in attesa di posto letto senza assistenza dedicata e con un solo bagno in comune, con i sospetti che sono in attesa di tampone. Quell’ambiente potrebbe accogliere fino a un massimo di 4 pazienti ma, ogni giorno, se ne contano anche otto. Nel frattempo la tenda della protezione civile è stata svuotata, perciò non viene utilizzata. Gli accessi giornalieri rispetto ai mesi estivi sono aumentati, sono almeno un centinaio, e con l’arrivo della stagione influenzale dovrebbero aumentare. Sul territorio, sono oltre 300 i pazienti (soprattutto anziani) in sorveglianza domiciliare. I medici del reparto al piano terra del nosocomio lavorano con i sospetti che non possono essere mandati in giro per i reparti dell’ospedale se prima non vengono “indagati”. Poi resta il “pronto soccorso ordinario” che vede i medici presenti chiamati a coprire entrambi i turni, con ore di lavoro massacranti, seppur in prestazione aggiuntiva. Costi in più per l’azienda, verrebbe da pensare, che potrebbero essere evitati se solo si facessero le due assunzioni richieste di cui il reparto necessita. Così il San Francesco di Nuoro, uno degli ospedali più grandi che ha l’Ats pare essere destinato a decadere in questo modo. E ora c’è anche chi, in alternativa, chiede l’arrivo dell’esercito per fronteggiare una emergenza sanitaria, a tratti sottovalutata. Intanto i consiglieri regionali di Leu, Daniele Cocco ed Eugenio Lai chiedono un’ispezione urgente al San Francesco della VI Commissione permanente, alla presenza dell’assessore dell’Igiene e Sanità, al fine di risolvere problemi e criticità relative alla gestione dell’emergenza Covid. «Servirebbe una riorganizzazione operativa dell’ospedale con l’individuazione di nuovi spazi e l’assunzione nuovo personale che consenta di fronteggiare in maniera opportuna il preoccupante aumento dei contagi – scrivono i consiglieri –. Sarebbe opportuno potenziare il personale medico già in servizio al San Francesco, attraverso il supporto di personale medico militare, oltre una seria rivalutazione dell’intera organizzazione delle misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’ospedale di Nuoro declassato a secondo livello, è chiamato a fare i conti con l’impatto che la pandemia sta avendo sulle comunità. Unico Pronto soccorso in Sardegna che nonostante l’emergenza ha tenuto aperto l’unità di Osservazione breve intensiva con 7 posti letto, pur non avendo specialisti dedicati ed evitando tantissimi ricoveri nei reparti, ora è allo stremo. Il grido d’allarme si è levato da tempo, ma finora non è servito a nulla. Basterebbero solo due medici in più per far fronte a una situazione che ora rischia di degenerare. Basti pensare che l’area sospetti del San Francesco si trova in quella che, un tempo, era la sala d’attesa del Pronto soccorso. Carenza di spazi e di personale sono tali da non permette la divisione tra il percorso sporco (relativo ai pazienti Covid) e il percorso pulito. I pazienti accertati Covid, inoltre, sostano in Pronto soccorso in attesa di posto letto senza assistenza dedicata e con un solo bagno in comune, con i sospetti che sono in attesa di tampone. Quell’ambiente potrebbe accogliere fino a un massimo di 4 pazienti ma, ogni giorno, se ne contano anche otto. Nel frattempo la tenda della protezione civile è stata svuotata, perciò non viene utilizzata. Gli accessi giornalieri rispetto ai mesi estivi sono aumentati, sono almeno un centinaio, e con l’arrivo della stagione influenzale dovrebbero aumentare. Sul territorio, sono oltre 300 i pazienti (soprattutto anziani) in sorveglianza domiciliare. I medici del reparto al piano terra del nosocomio lavorano con i sospetti che non possono essere mandati in giro per i reparti dell’ospedale se prima non vengono “indagati”. Poi resta il “pronto soccorso ordinario” che vede i medici presenti chiamati a coprire entrambi i turni, con ore di lavoro massacranti, seppur in prestazione aggiuntiva. Costi in più per l’azienda, verrebbe da pensare, che potrebbero essere evitati se solo si facessero le due assunzioni richieste di cui il reparto necessita. Così il San Francesco di Nuoro, uno degli ospedali più grandi che ha l’Ats pare essere destinato a decadere in questo modo. E ora c’è anche chi, in alternativa, chiede l’arrivo dell’esercito per fronteggiare una emergenza sanitaria, a tratti sottovalutata. Intanto i consiglieri regionali di Leu, Daniele Cocco ed Eugenio Lai chiedono un’ispezione urgente al San Francesco della VI Commissione permanente, alla presenza dell’assessore dell’Igiene e Sanità, al fine di risolvere problemi e criticità relative alla gestione dell’emergenza Covid. «Servirebbe una riorganizzazione operativa dell’ospedale con l’individuazione di nuovi spazi e l’assunzione nuovo personale che consenta di fronteggiare in maniera opportuna il preoccupante aumento dei contagi – scrivono i consiglieri –. Sarebbe opportuno potenziare il personale medico già in servizio al San Francesco, attraverso il supporto di personale medico militare, oltre una seria rivalutazione dell’intera organizzazione delle misure per contrastare e contenere il diffondersi del virus».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
