La Nuova Sardegna

Nuoro

«Bollette Abbanoa da ricalcolare, l’acqua non è potabile»

di Valeria Gianoglio
«Bollette Abbanoa da ricalcolare, l’acqua non è potabile»

Il giudice civile di Nuoro accoglie la richiesta di 42 residenti di San Teodoro: «L'ente per anni ha erogato un servizio non idoneo al consumo umano»

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NUORO. Qualche anno fa avevano citato a giudizio Abbanoa perché, come spiegavano nei loro atti, quantomeno dal 2006 al 2014 – anno nel quale avevano avviato la causa – aveva fornito un servizio non all’altezza del contratto di fornitura. Per otto anni, infatti, a San Teodoro i residenti e i titolari di attività commerciali hanno ricevuto bollette per un’acqua che tuttavia non era potabile, tranne alcune limitate eccezioni: ad attestarlo ci sono anche diverse ordinanze del Comune. «Abbanoa si è resa inadempiente rispetto alla propria prestazione – avevano spiegato 42 residenti di San Teodoro che hanno citato in causa l’ente unico – non ha diritto, dunque, di pretendere il pagamento del canone per la fornitura di acqua potabile». E per questa ragione, i 42 residenti, assistiti dall’avvocato Emilia Fois, avevano portato a giudizio Abbanoa chiedendo al giudice che facesse ricalcolare all’ente le bollette relative a otto anni di acqua non potabile, riducendole del 50 per cento.

Il giudice della sezione civile del tribunale di Nuoro, Federico Loche, ha dato loro ragione accogliendo la gran parte delle loro richieste. E ha incaricato un consulente tecnico d’ufficio di ricalcolare gli importi delle bollette: il consulente ha già eseguito il calcolo applicando sulle fatture una riduzione del cinquanta per cento. Ma c’è di più: sempre su decisione del giudice civile del tribunale di Nuoro è stata accolta anche la richiesta avanzata dai 42 residenti di San Teodoro – attraverso il loro avvocato, Emilia Fois, aiutata dalla collega Annamaria Musio – per dichiarare che altre bollette erano invece ormai prescritte. Anche in questo caso il giudice ha incaricato un consulente tecnico d’ufficio di eseguire gli accertamenti, al termine dei quali è stata dichiarata l’intervenuta prescrizione di un discreto numero di fatture idriche per i consumi antecedenti al 7 gennaio 2010.

Il giudice Loche non ha accolto, tuttavia, la richiesta dei 42 residenti di vedersi decurtare dalle bollette i diritti di depurazione. Il consulente tecnico, in questo caso, ha rilevato che «gli impianti sono presenti e funzionanti e che un disservizio di qualche giorno non arreca pregiudizio al servizio fornito da Abbanoa agli utenti». «Non risultando, pertanto, alcun effettivo e concreto malfunzionamento nell’impianto di depurazione – ha concluso il giudice Loche – la richiesta del corrispettivo da parte della società appare legittimo e gli odierni attori sono tenuti al suo integrale pagamento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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