Muore in un incidente domestico Antonio Frau, “saggio di Barbagia”

GAVOI. È morto ieri a Gavoi per un incidente domestico il professor Antonio Frau, ollolaese, conosciuto per la sua grande abilità manuale e la sua grande sensibilità verso i temi sociali. Uomo dal...

GAVOI. È morto ieri a Gavoi per un incidente domestico il professor Antonio Frau, ollolaese, conosciuto per la sua grande abilità manuale e la sua grande sensibilità verso i temi sociali. Uomo dal multiforme ingegno, cieco dall'età di cinque anni a causa di una meningite, la sua formazione, «pur essendo un bambino poco propenso alle regole» come amava ricordare, parte dall'istituto per ciechi di Cagliari, città dove passa nove anni. Laureato in Lettere a Bologna, vive il ’68 da protagonista con le rivendicazioni rispetto alle condizioni a cui erano sottoposti nel suo istituto i ragazzi che come lui avevano un handicap visivo. Una volta laureato torna nel suo paese e porta con se le esperienze sociali e politiche bolognesi: primo a prendere la tessera del PCI, si candida e diviene il consigliere più votato alle elezioni amministrative del 1975. Lascia Ollolai per amore di Teresa Cidu, compagna di vita e sua fedele accompagnatrice, e nel 1978 si trasferisce a Gavoi dove mette su famiglia e si dedica all'insegnamento all'Itc, divenendo punto di riferimento per tanti studenti che ne avevano intuito la grande sensibilità e la grande capacità di capire i problemi delle comunità di Barbagia. Era un visionario, aveva intuizione, guidò con i suoi consigli gli investimenti di alcuni imprenditori locali dimostrando che la Barbagia poteva osare e accollarsi qualche rischio. Partiva dall'assunto che le mani e la manualità sono la base della vita, erano i suoi occhi, la sua salvezza in un mondo che solo per cinque anni gli ha permesso di memorizzare i colori e le forme. Tutto il resto lui l'ha acquisto con una sensibilità tattile immensa e una capacità mnemonica incredibile. Dopo i sedici anni di insegnamento decide di andare in pensione e si dedica alla trasmissione delle attività manuali nelle scuole. Non c'è giovane nella zona che non abbia partecipato a uno dei suoi laboratori di intreccio. Era anche un abile rilegatore di libri, e amava creare tutto ciò che gli serviva nelle sue attività quotidiane, improntate nella continua produzione di manufatti che rasentavano la perfezione. Aveva una cultura letteraria cresciuta grazie alla costante lettura, come aveva raccontato commentato nel docufilm a lui dedicato, del regista Antonio Sanna. La sua scomparsa ha lasciato attonite la comunità di nascita, Ollolai, e quella d'adozione, Gavoi. Tantissimi gli attestati di stima a un uomo che ha lasciato un segno importante nella vita dei due paesi. Il funerale si svolgerà oggi a Gavoi, ma per l'emergenza sanitaria, sarà in forma strettamente privata.

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