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Nuoro

Dal festival ai progetti, Resilienza guarda all’Ue

di Alessandra Porcu
Dal festival ai progetti, Resilienza guarda all’Ue

L’associazione ProPositivo, organizzatrice dell’evento, lancia una nuova sfida  «Con i fondi comunitari 2021-2027 sarà possibile creare occasioni di sviluppo»

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MACOMER. Archiviata la sesta edizione del Festival della Resilienza, ProPositivo passa dalla fase sperimentale a quella strategica della #Resilienza21-27. L’obiettivo? Attivare, partendo dal Centro Sardegna, tavoli permanenti di pianificazione che permettano alle comunità locali in crisi di dar gambe a progetti di sviluppo territoriale. Il tutto intercettando le risorse della nuova programmazione europea 2021-2027. Una scelta di fondo che mira a rispondere alla dinamica dell’ultimo trentennio in cui «Stato, Regioni ed enti locali – denuncia l’associazione macomerese –, non hanno saputo gestire gli ingenti fondi comunitari. Nell’ultima programmazione 2014-2020 – rimarca –, dei 75 miliardi di euro disponibili, l’Italia ha speso poco più di un quarto».

«Trend negativo confermato anche nel Marghine e nella Planargia dove solo il 20% dei 157 milioni di euro stanziati ha trovato reale utilizzo. Numeri che evidenziano la fragilità dei progetti strategici nazionali e di sviluppo territoriale, in molti casi manchevoli di una regia chiara, di dati attendibili e di una sinergia collaborativa tra pubblico e privato. Gli strumenti economici per cambiare rotta, anche alla luce delle disastrose conseguenze dovute alla pandemia, esistono. Recovery fund, fondo Sure per la disoccupazione, Mes per gli interventi in campo sanitario sono solo alcune delle misure messe in campo dalla Commissione europea».

Ecco perché, sottolinea ProPositivo, «la nostra strategia punta a concretizzare, partendo dal territorio, le sfide globali della digitalizzazione e della competitività del sistema produttivo. Della rivoluzione verde e della transizione ecologica, passando per le infrastrutture inerenti la mobilità. Senza dimenticare salute, istruzione, ricerca, cultura, equità sociale e di genere».

Per riuscire nel suo intento ProPositivo ha unito gli obiettivi strategici di lungo periodo all’innovazione del proprio modello organizzativo e metodologico. Il risultato è stato “Casiddu Meu”, un percorso ludico-partecipativo ispirato all’architettura dell’alveare. «Sulla scia del viaggio che, tappa dopo tappa, porta le api dal fiore al miele, i cittadini saranno chiamati a “impollinare” i territori delle aree interne e marginali attraverso idee e progetti capaci di declinare le strategie europee e la definizione di piani di sviluppo locale», spiega l’associazione. Un percorso in cui ProPositivo intende coinvolgere anche le istituzioni pubbliche. Per farlo, insieme al Forum Giovani di Macomer e all’Aps Organsound, ha avviato un’azione di monitoraggio degli enti locali a partire dalle richieste dell’accesso agli atti delle politiche culturali del Comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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