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I ladri di uva colpiscono ancora: allarme nelle vigne del Marghine

I ladri di uva colpiscono ancora: allarme nelle vigne del Marghine

MACOMER. Tempi duri per i vignaioli. Non soltanto per le incursioni di uccelli, cinghiali e volpi che spesso alleggeriscono le viti per cibarsi dell’uva che soprattutto in questo periodo fa...

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MACOMER. Tempi duri per i vignaioli. Non soltanto per le incursioni di uccelli, cinghiali e volpi che spesso alleggeriscono le viti per cibarsi dell’uva che soprattutto in questo periodo fa particolarmente gola. Anche quest’anno, infatti, nelle campagne del Marghine sono entrati in azione i soliti ladri di uva che negli ultimi giorni hanno preso di mira diversi vigneti da dove hanno portato via quintali di grappoli pronti per essere pigiati e trasformati in vino. Un malvezzo che si ripete nel corso degli anni e che crea non poco sconforto tra gli operatori agricoli che in poco tempo vedono andare in fumo il lavoro di un intero anno di sacrifici.

I ladri di uva hanno alleggerito diverse vigne dislocate nelle campagne dei vari centri del Marghine. Qualche vigneto costeggia anche la strada provinciale numero 129, un arteria particolarmente trafficata, e dunque con il rischio evidente per i malviventi di essere notati da qualche ignaro passante. Solitamente entrano in azione durante le ore notturne quando le campagne sono pressoché deserte. In fretta e furia attraversano i filari “armati” di sacchi di juta o di secchioni dove depositano l’uva destinata a finire sotto i denti delle macine per ricavarne prima il mosto e poi il vino.

La scoperta dei furti viene fatta la mattina successiva dagli stessi agricoltori quando si recano sul posto per preparare la vendemmia. Purtroppo in diversi casi hanno trovato la vigna già vendemmiata in tutto o in parte. «Non bastavano le malattie che colpiscono la vite e tutti gli altri problemi che dobbiamo combattere – dicono i vignaioli – ci mancavano solo loro, i ladri di uva, a completare l’opera. Si prova in grande rammarico quando vedi compromesso il duro lavoro di un anno».

L’anno scorso i soliti ignoti si sono dilettati anche a rubare i dissuasori posizionati nei vigneti per tenere lontano gli uccelli. Stavolta, in questi ultimissimi giorni, le incursioni si sono ripetute in diversi centri del comprensorio. E ancora una volta, gli “specialisti” in furti di uva sono riusciti a dileguarsi senza lasciare alcuna traccia di se. (t.c.)

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