La Nuova Sardegna

Nuoro

Molestie sessuali, la presunta vittima conferma le accuse

di Kety Sanna
Molestie sessuali, la presunta vittima conferma le accuse

Ex assessore comunale davanti al tribunale collegiale In aula la testimonianza della dipendente del locale  

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NUORO. Ha confermato in aula quanto già dichiarato nel corso della denuncia sporta alla Polizia contro il datore di lavoro che l’avrebbe molestata. Ieri mattina nel corso di un’udienza a porte chiuse, è proseguito il processo che vede Roberto Cadeddu, ex assessore comunale e provinciale, e attuale presidente della Confesercenti, accusato di molestie sessuali nei confronti di una ex dipendente che ha raccontato davanti ai giudici del collegio (presidente Cannas), la vicenda che l’avrebbe vista protagonista. La giovane, parte civile con l’avvocato Adriano Catte, ha raccontato l’episodio che si sarebbe verificato all’interno del locale di Cadeddu, al Corso Garibaldi, dove lavorava da poco più di un mese.

Un racconto dettagliato di quella sera, quando in assenza di altre persone, in una sorta di magazzino al piano superiore del bar, l’imputato l’avrebbe afferrata da dietro e poggiandole la testa sulle spalle, avrebbe cercato di farla voltare per tentare di baciarla. Poi lei che allontanandolo, sarebbe riuscita a svincolarsi e a scendere di nuovo nel locale dove, incontrata una collega, le avrebbe raccontato subito quanto successo. E ancora, il ritorno al lavoro il giorno successivo, e quel malessere che l’avevano portata a cercare un supporto psicologico in un Centro della città. Quindi, la decisione di presentare denuncia mentre, nel frattempo, terminato il periodo di prova nel locale, non era stata confermata.

Motivo questo, per la difesa dell’imputato (rappresentata dagli avvocati Gianfranco Mattana e Luca Pennisi), che avrebbe spinto la giovane a vendicarsi del datore di lavoro per il licenziamento subito, accusandolo falsamente del pesante reato. Lo stesso Cadeddu che ha sempre respinto le accuse, venuto a conoscenza dei racconti sulle presunte avances nei confronti dell’ex dipendente, l’aveva querelata per diffamazione. Di parere opposto l’accusa, rappresentata dal pubblico ministero Giorgio Bocciarelli, convinta che le molestie ci siano state, e provate dalle varie testimonianze raccolte nell’immediatezza dei fatti. Ieri durante il controesame la difesa, rivolgendo alla presunta vittima una serie di domande, si è soffermata in particolare su alcuni aspetti della sua vita privata e sul rapporto conflittuale che la persona offesa avrebbe avuto con la figlia del suo datore di lavoro. Una strategia difensiva volta a smontare la tesi accusatoria, e finalizzata a dimostrare che l’imputato quella sera non aveva molestato la sua dipendente. Prossima udienza l’11 novembre per sentire gli ultimi testi, prima della discussione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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