«L’Oncologia traslochi subito»
di Valeria Gianoglio
La richiesta dell’Ats ai vertici dell’Assl. Si profila uno scontro interno. Cocco prepara una interpellanza
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NUORO. La richiesta delle ultime ore da parte dell’Ats ai vertici dell’Assl nuorese è stata piuttosto decisa: «Si dispone che provvediate immediatamente al trasferimento dell’Oncologia nei locali precedentemente destinati alla Pediatria ormai trasferita in altra posizione, liberando così i locali del terzo piano che abbiamo stabilito debbano essere destinati alla Terapia intensiva, che dovrete attivare immediatamente, comunque entro e non oltre le 24 h». E sempre nelle ultime ore, all’Assl nuorese, è arrivata un’ulteriore precisazione da parte dell’Ats che in parole povere ha chiesto all’Assl di valutare se fosse opportuno spostare Oncologia all’ospedale Zonchello, e non nell’ex Pediatria. Ma che in ogni caso Oncologia deve essere spostata, e non ci sono santi.
Il reparto di Oncologia, e tutti i suoi annessi, a cominciare dai 50 pazienti che vi accedono ogni giorno e dai circa 400 in cura – ognuno con la sua delicatissima situazione personale – per la direzione sanitaria dell’azienda tutela salute devono traslocare entro un giorno per lasciare spazio ad altri posti letto per i pazienti Covid. In realtà, la richiesta di trasloco è stata inviata già da diversi giorni a Nuoro, ma finora al San Francesco hanno cercato in sostanza di prendere tempo. E di rispondere con i dati che sono stati in parte esposti anche nel corso dell’ultimo incontro con i sindaci del distretto socio-sanitario.
«Con il personale che abbiamo – hanno spiegato, in sostanza, dall’Assl – non possiamo attivare un solo posto letto in più, Covid o non Covid. Salvo penalizzare ulteriormente l’attività della Chirugia che già, dallo scorso 3 agosto, fa solo le urgenze». La coperta è sempre cortissima, dunque, all’ospedale San Francesco. E che sia arrivata agli ultimi centimetri disponibili si rende evidente ancora di più ogni volta che spunta una nuova emergenza, anche piccola, un nuovo trasferimento, un nuovo paziente che ha bisogno di cure immediate.
«Certo è che noi malati oncologici non vogliamo spostarci nel modo più assoluto – spiega Michele Siotto, che da tempo frequenta e conosce bene la situazione del reparto – e lo diciamo solo perché siamo più sicuri e garantiti dove siamo ora. La sede attuale del reparto di Oncologia era stata pensata proprio per avere vicino i reparti collegati e in grado di darci il supporto necessario in caso di emergenze, come la Rianimazione e l’Ematologia. Il reparto, insomma, è nato lì non a caso. Spostarci significherebbe metterci in pericolo: la ex Pediatria è lontana dalla Rianimazione, oltre a tutto il disagio che comporta un trasloco. Come al solito i malati e le loro esigenze non vengono mai considerati. No lo diciamo e chiediamo in modo chiaro: dobbiamo rimanere dove siamo. Non possono crearci un ulteriore disagio».
Ma a muoversi in queste ore, attorno alla battaglia per impedire lo spostamento di Oncologia, è anche il consigliere regionale di Liberi e uguali, Daniele Cocco, che sul tema sta preparando una interrogazione. «Lo spostamento di Oncologia creerebbe un grave ulteriore disagio a pazienti di una categoria già ad altissimo rischio – spiega il consigliere regionale di Leu – in balìa di decisione cervellotiche, assunte dal vertice senza alcun riscontro che sia oggettivo sulle situazioni reali».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il reparto di Oncologia, e tutti i suoi annessi, a cominciare dai 50 pazienti che vi accedono ogni giorno e dai circa 400 in cura – ognuno con la sua delicatissima situazione personale – per la direzione sanitaria dell’azienda tutela salute devono traslocare entro un giorno per lasciare spazio ad altri posti letto per i pazienti Covid. In realtà, la richiesta di trasloco è stata inviata già da diversi giorni a Nuoro, ma finora al San Francesco hanno cercato in sostanza di prendere tempo. E di rispondere con i dati che sono stati in parte esposti anche nel corso dell’ultimo incontro con i sindaci del distretto socio-sanitario.
«Con il personale che abbiamo – hanno spiegato, in sostanza, dall’Assl – non possiamo attivare un solo posto letto in più, Covid o non Covid. Salvo penalizzare ulteriormente l’attività della Chirugia che già, dallo scorso 3 agosto, fa solo le urgenze». La coperta è sempre cortissima, dunque, all’ospedale San Francesco. E che sia arrivata agli ultimi centimetri disponibili si rende evidente ancora di più ogni volta che spunta una nuova emergenza, anche piccola, un nuovo trasferimento, un nuovo paziente che ha bisogno di cure immediate.
«Certo è che noi malati oncologici non vogliamo spostarci nel modo più assoluto – spiega Michele Siotto, che da tempo frequenta e conosce bene la situazione del reparto – e lo diciamo solo perché siamo più sicuri e garantiti dove siamo ora. La sede attuale del reparto di Oncologia era stata pensata proprio per avere vicino i reparti collegati e in grado di darci il supporto necessario in caso di emergenze, come la Rianimazione e l’Ematologia. Il reparto, insomma, è nato lì non a caso. Spostarci significherebbe metterci in pericolo: la ex Pediatria è lontana dalla Rianimazione, oltre a tutto il disagio che comporta un trasloco. Come al solito i malati e le loro esigenze non vengono mai considerati. No lo diciamo e chiediamo in modo chiaro: dobbiamo rimanere dove siamo. Non possono crearci un ulteriore disagio».
Ma a muoversi in queste ore, attorno alla battaglia per impedire lo spostamento di Oncologia, è anche il consigliere regionale di Liberi e uguali, Daniele Cocco, che sul tema sta preparando una interrogazione. «Lo spostamento di Oncologia creerebbe un grave ulteriore disagio a pazienti di una categoria già ad altissimo rischio – spiega il consigliere regionale di Leu – in balìa di decisione cervellotiche, assunte dal vertice senza alcun riscontro che sia oggettivo sulle situazioni reali».
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