Test sierologici con i fondi dell’Unione dei comuni
di Alessandra Porcu
Macomer, l’assemblea ha destinato 48mila euro per effettuare le prove Ledda: «Un’azione preventiva su base volontaria rivolta alle fasce più a rischio»
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MACOMER. I 48mila euro per effettuare 5mila test sierologici, su base volontaria, alle fasce più a rischio della popolazione del Marghine, studenti e commercianti in primis, saranno a disposizione non appena il laboratorio accreditato si aggiudicherà il bando. «Si tratta di fondi di bilancio dell’Unione dei comuni – spiega il presidente Luigi Daga –. Sono soddisfatta della decisione presa in assemblea. Le risorse saranno dedicate a un’azione preventiva di rilievo» aggiunge il vice sindaco di Macomer Rossana Ledda. In realtà la somma non sarà sufficiente per uno screening a tappeto nei 10 centri del territorio. Da qui l’invito agli amministratori affinché contribuiscano con fondi propri. «Silanus – assicura il primo cittadino Gian Pietro Arca - farà la sua parte, se necessario. Nel frattempo sarebbe utile l’avvio di una campagna informativa, partendo dalle scuole, per sensibilizzare i giovani sui pericoli legati al coronavirus. Sono ancora in troppi a sottovalutare gli effetti dannosi che il Covid può avere sui soggetti che lo contraggono. A costo di sembrare ripetitivo – precisa Arca – chiedo ai ragazzi e alle ragazze di rispettare le prescrizioni. Usate sempre la mascherina, mantenete il distanziamento interpersonale e igienizzatevi le mani. Questa è una malattia subdola e potrebbe accadere che, a causa della mancata osservanza delle regole, possiate portare il virus nelle vostre case mettendo a repentaglio la vita di genitori e nonni, in particolare». Messaggio condiviso appieno da Rossana Ledda. «Il nostro modo di vivere è cambiato – dice –. Si può uscire, socializzare e fare acquisti ma è d’obbligo attenersi alle misure di sicurezza. Solo uno sforzo civico collettivo potrà proteggere la salute delle comunità».
Tra le questioni da definire resta il protocollo d’intesa tra Unione dei Comuni e Assl di Nuoro. «La quadra non è semplice da trovare – ammette il presidente Luigi Daga –. I ritardi nell’eseguire i tamponi e nella trasmissione degli esiti sono innegabili. Seppure sottoscrivessimo la convenzione, i tempi non si accorcerebbero per magia. Certo, sarebbe auspicabile la sinergia tra il laboratorio accreditato e il Servizio di igiene pubblica». Il problema di fondo è la carenza cronica di organico. «Bisogna assumere personale. Quello in attività è subissato di lavoro e non riesce a far fronte alle richieste – denuncia il sindaco di Silanus –. È inoltre necessario migliorare la comunicazione tra Assl e singoli Comuni. Le notizie ufficiali sui casi di contagio vanno fornite in modo celere e puntuale per poter ricostruire la rete dei contatti. Comprendiamo le difficoltà esistenti – conclude Gian Pietro Arca – ma noi amministratori abbiamo il diritto e il dovere di tutelare la popolazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra le questioni da definire resta il protocollo d’intesa tra Unione dei Comuni e Assl di Nuoro. «La quadra non è semplice da trovare – ammette il presidente Luigi Daga –. I ritardi nell’eseguire i tamponi e nella trasmissione degli esiti sono innegabili. Seppure sottoscrivessimo la convenzione, i tempi non si accorcerebbero per magia. Certo, sarebbe auspicabile la sinergia tra il laboratorio accreditato e il Servizio di igiene pubblica». Il problema di fondo è la carenza cronica di organico. «Bisogna assumere personale. Quello in attività è subissato di lavoro e non riesce a far fronte alle richieste – denuncia il sindaco di Silanus –. È inoltre necessario migliorare la comunicazione tra Assl e singoli Comuni. Le notizie ufficiali sui casi di contagio vanno fornite in modo celere e puntuale per poter ricostruire la rete dei contatti. Comprendiamo le difficoltà esistenti – conclude Gian Pietro Arca – ma noi amministratori abbiamo il diritto e il dovere di tutelare la popolazione».
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