MACOMER. «Ci sentiamo come detenute agli arresti domiciliari pur non avendo commesso alcun reato». In quarantena dal 7 e dal 10 settembre scorsi, due donne residenti nel Marghine sono costrette a combattere non solo contro il Covid ma anche, e soprattutto, contro le falle e le lungaggini burocratiche del sistema sanitario territoriale.
«Siamo abbandonate a noi stesse, in balia della disorganizzazione degli Uffici di igiene pubblica di Macomer e Nuoro. Da quando ci è stata comunicata la positività al Covid – denunciano – trascorriamo la maggior parte del tempo al telefono, sperando invano che qualcuno della Assl risponda. Le rare volte che questo accade, non riusciamo a parlare col medico referente. Tutto diventa una missione impossibile. Persino riuscire a ottenere il certificato di malattia da inviare alla cassa previdenziale».