La cuoca a domicilio di Lodè conquista l’Europa

Il lavoro e l’esperienza internazionale di Adriana Canu: «Il mio sogno era lavorare qui in Sardegna»

LODÈ. Professione: personal chef. Adriana Canu è al settimo cielo quando parla del suo lavoro. «Sarebbe una sorta di cuoca privata... meglio ancora: cuoca a domicilio» spiega con un sorriso grande così. Lodeina classe 1992, una determinazione e una vitalità da brivido, corre da una parte all’altra dell’isola per servire al meglio i suoi clienti, da San Teodoro a Stintino, da Cagliari ad Alghero, da Santa Teresa Gallura a Porto Cervo e Porto Rotondo. Tornata da Milano, dove aveva traslocato poco più che diciottenne, ora ha il suo quartier generale a Capo Comino. E da qui spesso (e volentieri) salta il mare per onorare le richieste che all’occasione le arrivano da mezza Europa. Succede allora che carichi il suo furgoncino di mille prelibatezze Made in Sardigna, praticamente tutti prodotti a chilometro zero, e parta pronta a mettere mano ai fornelli per deliziare i palati più esigenti. «Lavoro anche in Francia, Svizzera, Inghilterra... » racconta Canu.

Tant’è vero che si è dovuta mettere sotto a studiare e praticare la lingua parlata inglese. «Fondamentale» sottolinea stoppando subito ogni tentativo di scoprire chi sono i suoi clienti d’oltre Tirreno. Personaggi dello spettacolo? Della televisione? Del cinema? Della moda? Nulla da fare: «I nomi restano top secret» taglia corto con una professionalità alquanto rara di questi tempi. Certo è che la chef di Lodè prepara di tutto, dalla cucina tipica sarda (la più richiesta) alla mediterranea in genere. Il menù è sempre concordato. Adriana Canu si occupa di ogni dettaglio: dalla selezione degli ingredienti alla cucina vera e propria, dall’impiattamento al servizio a tavola. «Sono stata a Ginevra, per esempio – racconta –, con un carico di ghiaccio ho portato pesci freschi appena pescati in Baronia. Seadas, olio e formaggi rigorosamente di zona... ho portato anche su Casu ’e babbu di Lodè, dell’azienda di Gianni Mele, azienda certificata che lavora il latte nobile... ». Prodotti locali di prima scelta, dunque, proposti per una cena o magari anche solo per un pranzo, che sia una festa di famiglia, un compleanno, un party, un matrimonio, insomma: le occasioni non mancano.

«È da quattro anni che faccio questo lavoro» spiega ancora Canu, forte del passaparola che l’ha fatta conoscere negli ambienti. Forte, soprattutto, di una formazione ad hoc in continuo divenire. «A breve diventerò sommelier» svela. Intanto, tra studio e pratica, ha già un curriculum forte e solido. «Nel 2010 ho lasciato Lodè per andare a Milano, all’inizio lavoravo come fiorista nell’azienda del mio ragazzo». Ma la passione si sa, prima o poi viene a galla, costi quel che costi. Così Andriana Canu ha cominciato a frequentare un primo corso base di cucina di sei mesi, poi uno professionale di un anno e mezzo, poi ancora, e ancora formazione. Scuola e pratica. Sempre nel capoluogo lombardo e dintorni. Lavorando sodo a Milano come pure a Lecco, da un ristorante stellato all’altro. «Il mio sogno era quello di imparare il più possibile e tornare in Sardegna, questo lavoro volevo farlo qui in Sardegna» giura la personal chef di Lodè. Così è stato: Adriana Canu, figlia di Giovanni ’e Vitalina e di Luciana, è riuscita a tornare nella sua terra, nell’isola tanto amata dove tutto era nato in una sera d’estate apparentemente qualsiasi. La mamma lavorava in un villaggio a Puntaldia, lavoro stagionale, quando un gruppo di turisti le chiese di cucinare per loro una cena tipica sarda. «In quell’occasione ho dato una mano a mia madre, è lì che è scoccata la scintilla... ho pensato: questo può diventare il mio lavoro. E quel sogno l’ho sempre tenuto dentro, l’ho coccolato e coltivato negli anni» ricorda Adriana. Una ragazzina, allora, oggi cuoca a domicilio titolata.

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