Una nuova guida per le Grazie

Il ritorno di padre Demarcus dopo 25 anni: «La città è cambiata ma qui i valori resistono ancora»

NUORO. «Oggi è tutto cambiato. È cambiata la mentalità, la gente e i ragazzi. È cambiato il mondo». Padre Pinuccio Demarcus, 70 anni, religioso dell’ordine degli Obliati di San Giuseppe, dopo 26 anni torna nella sua città. A colpire, d’impatto, è l’animo umile di questo sacerdote, riservato e di poche parole che accoglie chiunque con un sorriso, mentre inizia a muovere i “primi passi” in una parrocchia lasciata tanto tempo fa. Ordinato a Nuoro il 7 dicembre del 1979, già vice parroco delle Grazie dall’84 fino al ’94, dopo aver guidato per ultimo la parrocchia del Sacro Cuore di Canelli, ora sostituisce padre Giuseppe Magliani che sabato scorso, dopo 14 anni, ha salutato i suoi fedeli. «Siamo una congregazione di religiosi e spostarci fa parte della nostra missione – dice –. Ho trovato una città cambiata e ora dobbiamo attrezzarci per evangelizzare in maniera moderna. Per esempio, non possiamo più pensare di fare la catechesi come in passato – annuncia il sacerdote –, la noia domina sovrana, perciò dobbiamo studiare tecniche e modalità nuove. Soprattutto, però, dobbiamo partire da un principio fondamentale: fare catechesi per la vita e non per il sacramento». Padre Pinuccio da sempre in mezzo ai giovani, tiene a cuore la loro formazione. In una società come quella di oggi, che definisce «mordi e fuggi, caotica e disturbante», è più faticoso entrare in contatto con le nuove generazioni. «Dobbiamo riprendere a parlare la loro lingua – aggiunge – ma sono fiducioso. Qui in Sardegna i giovani si rapportano ancora alla Chiesa, vogliono essere accolti e rispettati. L’oratorio delle Grazie è sempre stato un elemento centrale della pastorale giovanile e, ora più che mai, ciò che conta è viverlo insieme. Dobbiamo stare con i nostri ragazzi, devono sapere che noi ci siamo. Rispetto al passato, oggi hanno mille proposte che occupano il loro tempo ma non riempiono la loro vita». Quindi l’invito di padre Pinuccio ai vari gruppi che animano la vita di una delle parrocchie più popolose della città: «È importante capire che tutti siamo coinvolti in questo percorso di crescita. Serve collaborazione che sono certo non mancherà, nonostante l’emergenza sanitaria che sta condizionando la nostra esistenza. Nuoro rispetto al nord Italia, nonostante le apparenze, conserva ancora dei valori. In Piemonte la tradizione c’è ma solo tra gli anziani, mentre tra i giovani vige il principio “se mi serve lo faccio”. La vita lì ruota attorno al concetto di “lavoro” che domina sovrano sul resto. Ecco perché – rimarca il sacerdote – è più complicato riuscire ad entrare e farsi ascoltare». Padre Pinuccio ritorna nella sua città in punta di piedi, quasi a voler riallacciare i rapporti mai chiusi con i suoi parrocchiani. «Ho proposto tre cose – dice – una catechesi per la vita con connotazione Mariana; l’oratorio come luogo di ritrovo, di scambio e di crescita per i giovani; infine, le celebrazioni per gli 80 anni dei Giuseppini a Nuoro». Il nuovo parroco, che godrà dell’aiuto di tre preti (padre Ciriaco, padre Giorgio e padre Taddeo), si prepara a rinnovare i riti per la Madonna delle Grazie. «Non sarà una novena classica – conclude – ma pur nel rispetto delle norme, ci organizzeremo per vivere questo importante momento spirituale insieme».

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