La Nuova Sardegna

Nuoro

«Il settore nautico ora può ripartire»

di Lamberto Cugudda
«Il settore nautico ora può ripartire»

Il rimessaggio dello yacht Crescent riaccende le speranze Cgil e imprenditori: il futuro di Arbatax si gioca al porto

2 MINUTI DI LETTURA





TORTOLÌ. Giacomo Pani, segretario generale Cgil Nuoro Ogliastra, continua a credere nel settore della nautica, con i suoi vari segmenti. «L’arrivo nella banchina dei riva del porto di Arbatax del lussuoso mega yacht “Crescent”, lungo 135,5 metri e largo 21, del valore di più di 600 milioni di euro, che dovrà effettuare dei lavori per almeno un mese e mezzo, apre un nuovo e interessante scenario. Non si parla più solo di costruzioni nautiche, ma ora si potrà puntare molto anche sui segmenti del rimessaggio e del refitting». A parere del sindacalista della Cgil, Tortolì-Arbatax e altri centri costieri possono trovare importanti prospettive di crescita nel settore.

«Fra l’altro – ricorda Pani – nell’ambito della programmazione negoziata territoriale, con l’allora giunta regionale guidata dal presidente Pigliaru, nel “Progetto Ogliastra percorsi di lunga vita” (che ha una dotazione di fondi regionali pari a 59 milioni ) è previsto l’acquisto di un nuovo travel lift da 800 tonnellate. Che andrebbe ad aggiungersi ai due da 60 e da 200 tonnellate (già operanti nella darsena cantieristica) del Consorzio industriale provinciale dell’Ogliastra. Ma con la nuova paralisi dell’ente territoriale, rimasto senza cda e con le assemblea dei soci (Provincia di Nuoro e Comune di Tortolì) che continuano a saltare, la situazione è stagnante».

L’imprenditore Attilio Piras benedice l’arrivo in porto ad Arbatax del luxury motor yacht in alluminio, di colore nero, di 135,5 metri. «Per la nostra cittadina – dice Piras – la presenza di questo gioiello del valore di oltre 600 milioni di euro, rappresenta anche una grandissima pubblicità gratuita a livello internazionale. Ho sempre sostenuto che la nautica, sia come costruzioni (ben sapendo che il vero valore aggiunto arriva però dall’allestimento dello scafo e non dalla sua realizzazione), e sia come rimessaggio e rafitting (ovvero la sostituzione di un elemento vitale dello barca, come la coperta o l'elica, la personalizzazione che permette di riqualificare l’imbarcazione) può e deve darci una spinta veramente importante per potere creare nuova e qualificata occupazione a livello locale e ogliastrino in generale».

Anche a parere di Attilio Piras occorre dotare il porto di nuovi e qualificati “strumenti” per i segmenti della nautica. «Penso a uno o due nuovi e potenti travel lift - rimarca l’imprenditore – a una grande linea di varo e altro ancora. Tutti interventi che potrebbero essere effettuati dal Consorzio industriale provinciale dlel’Ogliastra, che qualcuno vuole invece vedere morto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative