Pazienti “fantasma” in ospedale
di Kety Sanna
Sei persone positive dimesse da Sassari, trasferite al San Francesco nel reparto ancora chiuso
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NUORO. La “zona grigi” del San Francesco, al piano zero, ossia nell’ex reparto di Malattie infettive è ancora in fase di organizzazione, dunque, non è ancora entrata a tutti gli effetti in dotazione al reparto Covid. Eppure da domenica scorsa, starebbe “ospitando” alcuni soggetti positivi dimessi qualche giorno fa dall’Aou di Sassari. Sei persone «stabilizzate», considerate dimessibili dalla struttura ospedaliera del nord Sardegna, trasferite al San Francesco perché gli alberghi usati per le quarantene dei soggetti in isolamento, che li avrebbero dovuti accogliere, non sono ancora pronti. Persone prese in carico come pazienti, dunque? Perciò verbalizzati come tali e con cartella clinica? Oppure “ospiti”, “malati fantasma” in un’area non attrezzata dell’ospedale, di fatto ancora chiusa, dove anche il personale infermieristico dell’Assl (che sarebbe arrivato dall’esterno del nosocomio ndr), è chiamato ad operare tra percorsi ancora inesistenti?
Esattamente come evidenziato nell’interrogazione presentata all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, dai consiglieri di Leu, Daniele Cocco ed Eugenio Lai, che oltre a sottolineare le carenze e i gravi problemi del reparto al decimo piano, fanno riferimento alla cosiddetta “zona grigi” non operativa, ma usata per ospitare pazienti positivi. «Posti letto non ancora in dotazione al reparto Covid – scrivono – che costringono l’unico medico di guardia in servizio durante la notte a spostarsi di dieci piani per assistere pazienti che si trovano in una sezione non attrezzata con evidenti inadeguatezze assistenziali (per mancanza di farmaci, monitor per i parametri vitali, personale dedicato)».
Non solo: gli stessi consiglieri rimarcano come «il personale attualmente in servizio presso lo stesso reparto, sia assolutamente insufficiente a garantire un’adeguata assistenza al paziente ricoverato, considerato il numero sempre crescente di degenti, e la necessità di cure particolarmente impegnative e frequenti». Eppure la neo commissaria Covid, Gesuina Cherchi, sentita in merito, nel confermare che l’area grigi, quella più ampia, è ancora in fase di organizzazione, quindi chiusa, (mentre resta operativa quella del Pronto soccorso ndr), sottolinea che quei pazienti positivi arrivati da Sassari «stabilizzati e non fragili», sono sì seguiti dai medici del decimo piano e dagli infermieri dell’Assl, ma ospitati, ancora per poco, «in una zona filtro» del San Francesco, non meglio definita. Tutto secondo normali procedure, dunque, per la commissaria che questa mattina incontrerà i sindaci del territorio e presenterà loro il Piano per affrontare l’emergenza Covid.
Intanto il primo cittadino di Nuoro, Andrea Soddu, chiede alla Regione di intervenire con urgenza visto il grave stato in cui versa il presidio ospedaliero barbaricino, punto riferimento di tanti paesi del centro Sardegna. «Nonostante le ripetute rassicurazioni arrivate negli ultimi tempi la situazione del San Francesco, giorno dopo giorno è sempre più grave – dice –. Se non si interviene immediatamente sulle gravissime carenze di organico, non potranno più essere garantite neanche le prestazioni urgenti. Chiedo al presidente Christian Solinas e all’assessore alla Sanità Mario Nieddu di dare seguito agli impegni presi, fin qui, purtroppo, solo a parole». Attualmente al San Francesco c’è una carenza di 134 medici, mancano 22 direttori su 29 unità operative, così come insufficiente è il numero di infermieri e Oss.
«Abbiamo gravissime carenze di organico in tutti i reparti – continua il sindaco – è una situazione inaccettabile che più volte è stata segnalata chiedendo che fosse posto rimedio».
Immediato l’attacco del consigliere regionale della Lega, Pierluigi Saiu che ricorda al sindaco di Nuoro «il blocco del turnover voluto dal Pd. Con questa giunta – sottolinea il presidente della commissione Autonomia del consiglio regionale – sono stati banditi 60 concorsi che porteranno all’assunzione di 1.200 persone nella sanità sarda oltre a 59 selezioni. Il blocco del turn over ha svuotato il nostro ospedale: il San Francesco. È questa la principale ragione della mancanza di medici. Quella decisione – conclude Saiu – però non l’abbiamo presa noi: la prese il governo precedente, l’assessore precedente. Questa giunta e questo assessore, invece, hanno bandito i concorsi per risolvere la carenze del personale sanitario. Stiamo lavorando per rimediare al disastro che abbiamo trovato».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Esattamente come evidenziato nell’interrogazione presentata all’assessore regionale alla Sanità, Mario Nieddu, dai consiglieri di Leu, Daniele Cocco ed Eugenio Lai, che oltre a sottolineare le carenze e i gravi problemi del reparto al decimo piano, fanno riferimento alla cosiddetta “zona grigi” non operativa, ma usata per ospitare pazienti positivi. «Posti letto non ancora in dotazione al reparto Covid – scrivono – che costringono l’unico medico di guardia in servizio durante la notte a spostarsi di dieci piani per assistere pazienti che si trovano in una sezione non attrezzata con evidenti inadeguatezze assistenziali (per mancanza di farmaci, monitor per i parametri vitali, personale dedicato)».
Non solo: gli stessi consiglieri rimarcano come «il personale attualmente in servizio presso lo stesso reparto, sia assolutamente insufficiente a garantire un’adeguata assistenza al paziente ricoverato, considerato il numero sempre crescente di degenti, e la necessità di cure particolarmente impegnative e frequenti». Eppure la neo commissaria Covid, Gesuina Cherchi, sentita in merito, nel confermare che l’area grigi, quella più ampia, è ancora in fase di organizzazione, quindi chiusa, (mentre resta operativa quella del Pronto soccorso ndr), sottolinea che quei pazienti positivi arrivati da Sassari «stabilizzati e non fragili», sono sì seguiti dai medici del decimo piano e dagli infermieri dell’Assl, ma ospitati, ancora per poco, «in una zona filtro» del San Francesco, non meglio definita. Tutto secondo normali procedure, dunque, per la commissaria che questa mattina incontrerà i sindaci del territorio e presenterà loro il Piano per affrontare l’emergenza Covid.
Intanto il primo cittadino di Nuoro, Andrea Soddu, chiede alla Regione di intervenire con urgenza visto il grave stato in cui versa il presidio ospedaliero barbaricino, punto riferimento di tanti paesi del centro Sardegna. «Nonostante le ripetute rassicurazioni arrivate negli ultimi tempi la situazione del San Francesco, giorno dopo giorno è sempre più grave – dice –. Se non si interviene immediatamente sulle gravissime carenze di organico, non potranno più essere garantite neanche le prestazioni urgenti. Chiedo al presidente Christian Solinas e all’assessore alla Sanità Mario Nieddu di dare seguito agli impegni presi, fin qui, purtroppo, solo a parole». Attualmente al San Francesco c’è una carenza di 134 medici, mancano 22 direttori su 29 unità operative, così come insufficiente è il numero di infermieri e Oss.
«Abbiamo gravissime carenze di organico in tutti i reparti – continua il sindaco – è una situazione inaccettabile che più volte è stata segnalata chiedendo che fosse posto rimedio».
Immediato l’attacco del consigliere regionale della Lega, Pierluigi Saiu che ricorda al sindaco di Nuoro «il blocco del turnover voluto dal Pd. Con questa giunta – sottolinea il presidente della commissione Autonomia del consiglio regionale – sono stati banditi 60 concorsi che porteranno all’assunzione di 1.200 persone nella sanità sarda oltre a 59 selezioni. Il blocco del turn over ha svuotato il nostro ospedale: il San Francesco. È questa la principale ragione della mancanza di medici. Quella decisione – conclude Saiu – però non l’abbiamo presa noi: la prese il governo precedente, l’assessore precedente. Questa giunta e questo assessore, invece, hanno bandito i concorsi per risolvere la carenze del personale sanitario. Stiamo lavorando per rimediare al disastro che abbiamo trovato».
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