Nuoro, malattie infettive finisce nel caos

Organico sottodimensionato, la zona “grigi” come una foresteria mentre si aspettano i rinforzi

NUORO. Come un puzzle fuori controllo, in cui le tessere vanno di volta in volta a coprire spazi, ma ne lasciano immancabilmente vuoti altri, così è la situazione del reparto Malattie infettive, decimo piano del San Francesco. Dove la situazione sul piano del personale, già fortemente sottodimensionata prima dell’emergenza sanitaria, è ora sull’orlo del baratro. Il reparto ospita i malati Covid, ha 32 posti letto e dovrebbe avere almeno 14 medici in organico. In servizio ce ne sono soltanto 4, uno dei quali peraltro andrà in pensione in questi giorni. Erano in sei, ma due specialisti sono “in prestito” al Pronto soccorso, altro reparto in fortissima difficoltà. È vero che alle Malattie infettive sono stati assegnati quattro pneumologi e altri due professionisti dal reparto Medicina, ed è così che si arriva a dieci. Ma la coperta troppo corta si è mostrata palesemente nei giorni scorsi, con l’arrivo di sei pazienti da Sassari. Positivi e ufficialmente stabilizzati; il costante aumento degli accessi nel reparto Covid del capoluogo turritano ha richiesto che si facesse spazio, ed ecco perché i sei sono stati dimessi. Erano destinati all’assistenza cosiddetta “protetta” in famiglia, salvo il fatto che le famiglie non erano ancora in grado di garantire i parametri di sicurezza e gli alberghi Covid non avevano posto. Quindi, con un foglio di dimissione e di contestuale trasferimento a Nuoro, sono stati sistemati nella zona “grigi” del San Francesco, al piano zero della struttura, una specie di foresteria dove non ci sono strumenti diagnostici. Il risvolto di questa accoglienza ha comportato, per l’unico medico in turno notturno, la necessità di fare dieci piani per garantire l’assistenza: e con lui il personale infermieristico. Per la cronaca, uno dei pazienti dell’”Hotel San Francesco”, la zona “grigi” si è subito aggravato e quindi è stato necessario ricoverarlo in reparto. Altri due sono stati ricverati ieri. Difficile immaginare lo scenario in caso di emergenza al decimo piano durante l’assenza del medico impegnato al piano zero, e difficile capire in capo a chi sarebbe andata la responsabilità in caso di problemi seri. Intanto, come conseguenza immediata, il San Francesco, attraversato per tutti i suoi dieci piani da medici e infermieri che si sono spostati dal reparto Covid alla zona “grigi”, non ha più percorsi definiti puliti. Non è un caso che ci siano stati 4 contagi tra il personale in una sola settimana. La commissaria al Covid Gesuina Cherchi prova a smorzare i toni: «Da Sassari ci hanno chiesto la disponibilità a trasferire a Nuoro sei pazienti stabilizzati, visto l’arrivo di altri pazienti problematici. Abbiamo dato loro un’accoglienza dignitosa, ho concordato con la primaria, Carai, la gestione di questa situazione». Una specie di operazione di “mutuo soccorso”: non fosse che il personale, già del tutto insufficiente, si sia trovato tra capo e collo la gestione di pazienti tutt’altro che stabilizzati – e infatti tre sono ora ricoverati – sulla base di non meglio specificati accordi intercorsi tra l’Aou di Sassari e la commissaria al Covid. «Abbiamo chiesto l’invio di personale, dovrebbero arrivare sei medici di supporto al Pronto soccorso e alle Malattie infettive», ha sottolineato Cherchi. Ma sul quando arriveranno, la commissaria non è in grado di dare risposte.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes