Sos a Bosa, a ottobre ben tre allagamenti

L’amministrazione Casula è pronta a correre ai ripari. Ormai insufficiente la rete di raccolta delle acque pluviali

BOSA. Decine di milioni di euro, in potenza, per la sicurezza della città da possibili future esondazioni del Temo. Ma da decenni sono le acque collinari a creare più di un allarme allagamenti in diversi quartieri di Bosa. Questa la situazione, dopo l’urbanizzazione di parecchie zone dell’agro oggi abitato. Che alla luce di precipitazioni sempre più intense e frequenti, mettono a dura prova una rete di raccolta e smaltimento delle acque pluviali quantomeno sottodimensionata, quando non obsoleta, rispetto alle esigenze di funzionalità e sicurezza di un’altra rete non meno importante: quella viaria e pedonale. Tre allagamenti in un mese fanno più che riflettere, e spingono a soluzioni già considerate per la verità “urgenti” non da ieri.

“È una certezza il fatto che la rete è dimensionata alle necessità di 30-40 anni fa. Salvo singole situazioni particolari non è un problema di caditoie non pulite, ma dell'insieme del sistema”, ribadiscono dal Comune di Bosa, dopo gli episodi del 14 e 15 ottobre che per l’ennesima volta hanno creato disagi ai cittadini, mobilitato la protezione civile, spinto a nuove ispezioni amministratori e tecnici comunali, in testa il vice sindaco Alessandro Campus ed il neo delegato ai servizi tecnologici Federico Ledda.

Il panorama è tecnologicamente desolante: all’incrocio tra Viali e vie Pischedda e Alghero una video ispezione aveva già evidenziato tempo fa “la quasi totale ostruzione della condotta principale” con quindi un deflusso lento. Identica situazione si presenta tra piazza Dante, viale Repubblica e la parte iniziale del viale Alghero in direzione ovest. Per questi tratti di rete a disposizione dal 2017 ci sono tre milioni di euro utili a dare corso ad un intervento risolutivo, anziché a lavoretti tampone, per l’intera zona del Tirassegno e altre vie di Su Seggiu.

“I tecnici a settembre hanno presentato il progetto preliminare che l'ufficio sta istruendo, per essere approvato in Giunta quanto prima. All'intervento è stata data massima priorità”, assicurano dalle fila di Un’Altra Bosa. Da risolvere totalmente invece ci sono gli allagamenti al Corso, tra piazza Fontana e via Gioberti. Anche in questo caso si è in presenza di punti di raccolta insufficienti e rete inadeguata, che spinge ad un nuovo summit tecnico a caccia di soluzioni e necessari finanziamenti. Bosa Marina: per ora non pervenuta.

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