Detenzione di armi, patteggia 3 anni
Pastore di Orani aveva un fucile usato per compiere un tentato omicidio
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ORANI. Qualche giorno fa ha patteggiato la pena a 3 anni e 10 mesi di reclusione un allevatore di Orani (difeso dall’avvocato Oliviero Denti), accusato di detenzione illegale di armi. Proprio per uno di quei fucili che gli erano stati sequestrati, Angelo Sedda è accusato in concorso col fratello più piccolo, Andrea, del tentato omicidio di Salvatore Borrotzu, compaesano di 40 anni che la sera 15 marzo scorso, in pieno lockdown, era scampato ad un agguato. Due episodi distinti, verificatisi a distanza di un mese e mezzo l’uno dall’altro, ma legati da uno stesso filo: una delle due armi di proprietà di Angelo Sedda, infatti, potrebbe essere l’arma usata per compiere l’imboscata contro Borrotzu. Il 30 aprile scorso, durante una perquisizione nell’azienda dei Sedda, i carabinieri avevano recuperato due fucili calibro 12, un semiautomatico e un sovrapposto con matricole cancellate, e arrestato Angelo in flagranza. Inviati alla sezione balistica dei Ris di Cagliari, al maresciallo maggiore Gianluca Suriano, uno dei fucili era risultato compatibile con il bossolo trovato a Nordule, nel luogo dell’attentato. Erano stati fatti ulteriori accertamenti tecnici con l’uso di bossoli sperimentali esplosi con la stessa arma che, confrontati con quello rinvenuto sulla scena del delitto, riportavano gli stessi segni caratteristi: ossia, erano stati esplosi dallo stesso fucile. A fine luglio, dopo 4 mesi dal tentato omicidio, le indagini dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Ottana, diretti dal maresciallo Mirko Granocchia, avevano portato all’identificazione del presunto esecutore materiale: Andrea Sedda, 29 anni, fratello minore di Angelo. (k.s.)
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