Siniscola, eredi Pusceddu: interviene la Procura
di Simonetta Selloni
Causa miliardaria, il Comune ottiene lo stop a lavori abusivi fatti dal discendente del benefattore
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SINISCOLA. Tutt’altro che una vittoria, quella che ha ottenuto uno dei discendenti del cavalier Giovanni Pusceddu di Siniscola, che ha intentato una causa al Comune per avere un risarcimento di un miliardo di euro, ritenendo che l’ente, al quale attraverso gli anni sono pervenuti i beni del possidente, non fosse titolato né a venderli, né a lottizzarli, come in effetti è avvenuto (Sa Petra ruia è sorta sui terreni di Pusceddu).
Tra i possedimenti di cui Marceddu rivendica la proprietà c’è anche la chiesa di Sant’Elena. Durante i mesi del lockdown, Marceddu aveva avviato alcuni lavori edilizi ritenuti abusivi dal Comune. L’ente, attraverso l’avvocato Giuseppe Longheu, aveva presentato al tribunale civile di Nuoro una richiesta di sequestro giudiziario del santuario, per bloccare quei lavori. L’informazione fornita dal legale di Marceddu era che iil 22 settembre scorso il tribunale avesse rigettato il ricorso del Comune, dando quindi ragione a Marceddu.
Le cose non stanno così. Il tribunale civile di Nuoro, infatti, non ha accolto il ricorso del Comune di Siniscola non perché non fosse fondato, ma per la semplice ragione che, non solo nel frattempo l’Ufficio tecnico comunale aveva emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori, ma sulla questione è intervenuta la Procura. Infatti, la Procura della Repubblica di Nuoro ha sottoposto l'immobile a sequestro penale ipotizzando violazioni edilizie e paesaggistiche. Circostanze che secondo il giudice civile hanno reso inutile un ulteriore sequestro in sede civile proprio perché, obbiettivamente, non sussisteva più il pericolo di continuazione dei lavori.
Di conseguenza, nessuna vittoria per Marceddu, piuttosto una successione di eventi che dà ragione al Comune di Siniscola e alle ragioni prospettate dall’avvocato Giuseppe Longheu.
Nella causa per il risarcimento preteso dai discendenti di Pusceddu (che era morto nel 1911 mentre la moglie era mancata nel 1942), intanto, il tribunale di Nuoro ha respinto la richiesta di sequestro conservativo dei beni avanzata da Marceddu. Il giudice Meloni ha accolto l’opposizione del Comune di Siniscola, che attraverso l’avvocato Longheu ha eccepito l’inammissibilità della richiesta, ritenendo che i discendenti non avessero una legittimazione a proporre il richiesto.
La vicenda sta proseguendo nel suo iter, con le notifiche ad altri soggetti coinvolti nella causa. La prossima udienza è fissata per il 2021.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra i possedimenti di cui Marceddu rivendica la proprietà c’è anche la chiesa di Sant’Elena. Durante i mesi del lockdown, Marceddu aveva avviato alcuni lavori edilizi ritenuti abusivi dal Comune. L’ente, attraverso l’avvocato Giuseppe Longheu, aveva presentato al tribunale civile di Nuoro una richiesta di sequestro giudiziario del santuario, per bloccare quei lavori. L’informazione fornita dal legale di Marceddu era che iil 22 settembre scorso il tribunale avesse rigettato il ricorso del Comune, dando quindi ragione a Marceddu.
Le cose non stanno così. Il tribunale civile di Nuoro, infatti, non ha accolto il ricorso del Comune di Siniscola non perché non fosse fondato, ma per la semplice ragione che, non solo nel frattempo l’Ufficio tecnico comunale aveva emesso un’ordinanza di sospensione dei lavori, ma sulla questione è intervenuta la Procura. Infatti, la Procura della Repubblica di Nuoro ha sottoposto l'immobile a sequestro penale ipotizzando violazioni edilizie e paesaggistiche. Circostanze che secondo il giudice civile hanno reso inutile un ulteriore sequestro in sede civile proprio perché, obbiettivamente, non sussisteva più il pericolo di continuazione dei lavori.
Di conseguenza, nessuna vittoria per Marceddu, piuttosto una successione di eventi che dà ragione al Comune di Siniscola e alle ragioni prospettate dall’avvocato Giuseppe Longheu.
Nella causa per il risarcimento preteso dai discendenti di Pusceddu (che era morto nel 1911 mentre la moglie era mancata nel 1942), intanto, il tribunale di Nuoro ha respinto la richiesta di sequestro conservativo dei beni avanzata da Marceddu. Il giudice Meloni ha accolto l’opposizione del Comune di Siniscola, che attraverso l’avvocato Longheu ha eccepito l’inammissibilità della richiesta, ritenendo che i discendenti non avessero una legittimazione a proporre il richiesto.
La vicenda sta proseguendo nel suo iter, con le notifiche ad altri soggetti coinvolti nella causa. La prossima udienza è fissata per il 2021.
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