Comune, scatta l’ora del silenzio
di Francesco Pirisi
La campagna per il ballottaggio tra Soddu e Sanna prosegue in sordina. Pochi apparentamenti
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NUORO. Dopo il primo turno di voto tra le due coalizioni al ballottaggio c’è anche silenzio, come se la consegna fosse quella della stagione climatica. A fare notizia la positività al Covid-19 del sindaco uscente e ricandidato, Andrea Soddu. Il virus l’ha colto “a metà dell’opera” nella sfida al capo dello schieramento di centro-destra, Pietro Sanna, che si chiuderà l’8 e il 9 novembre. Soddu garantisce coalizione e cittadini: «Porterò avanti al meglio i miei impegni istituzionali e quelli come candidato». La propaganda politica era già stata per molta parte a distanza e non cambierà granché l’ultima vicenda. Il lavoro è più che altro quello strategico, a tavolino tra le due forze. Soddu parte per la finale col 28,8 per cento dei 18mila e 200 cittadini (su 31mila e 500) andati al voto, mentre l’architetto Sanna è al 23,3. Soddu potrebbe farli lievitare e vincere la sfida decisiva. Il leghista Pietro Sanna però ha anch’egli buoni argomenti per realizzare il sorpasso. Cinque anni fa la cosa riuscì proprio Soddu nei confronti dell’allora sindaco uscente, il Pd Alessandro Bianchi, che al primo turno sopravanzava l’avversario di circa 1600 voti, con una percentuale del quasi 30 per cento, contro il 21,45. Molti degli esiti sono nella capacità dei due sfidanti di accaparrarsi la simpatia dei nuoresi: «Il ballottaggio è come un referendum tra i due candidati a sindaco», ha commentato Soddu a urne ancora chiuse. Non saranno però ininfluenti il sostegno che arriverà all’uno e all’altro dai voti che domenica e lunedì scorsi sono andati agli altri 5 schieramenti in corsa. Soddu, ufficialmente, può già contare sull’appoggio del Partito democratico, dopo l’appello del candidato a sindaco, Carlo Prevosto: «Invitiamo il centro-sinistra a sostenerlo al ballottaggio». Scelta dettata dall’opportunità politica, perché la riunione di voti sarebbe tra due gruppi che nascono e vivono nella stessa area ideale. Ma, comunque, non scontata, considerato che per qualche settimana, prima del lockdown, erano state fatte diverse prove tecniche di unità. Visti poi i risultati già dalla primavera, non si sa quanto fossero convinte. Annusata l’aria di ricompattamento, l’avversario al ballottaggio, Pietro Sanna, ha sentenziato senza appello: «Sono i soliti giochetti che una certa sinistra fa da sempre in città. Come tanti nuoresi, però, è proprio di questi giochetti che mi sono stancato». Non farà l’apparentamento, che la legge vuole sia chiuso entro una settimana dal primo turno, e né darà comunque sostegni ufficiali, la candidata a sindaco Lisetta Bidoni, quarta a breve distanza da Prevosto, con un 10,07 per cento. La sua compagine è per alcune presenze (da Potere al popolo a Rifondazione comunista) a sinistra che più non si può, ma ha voluto marcare la sua natura civica e l’essere un’alternativa sia al sistema dei partiti, sia alla stessa gestione di Soddu. La coalizione di centro-destra non ha fatto appelli e né annunci. Cosa e come possa riempire la distanza dalla vittoria non è per questo dato sapere. Sarebbero disponibili i voti (9,6 la percentuale) di chi al primo turno ha scelto la “rivoluzione civica” di Ciriaco Offeddu. Il candidato a sindaco prima di far decollare la sua formazione ha avuto degli approcci col centro-destra. Cosa sia rimasto in piedi di quel dialogo è arduo da dire. L’approssimarsi del termine di scadenza fa pensare che non ci sarà alcun apparentamento. Stesso discorso vale per il gruppo politico che ha portato come candidato a sindaco l’ex assessore comunale socialista, Francesco Guccini, e per il movimento Cinque Stelle, guidato dal medico Alessandro Murgia.
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