L’Ute di Siniscola fa rete per battere la quarantena
di Mauro Piredda
Conferenze e incontri sospesi, vanno avanti i corsi di ceramica e di intreccio Il presidente Murru: presto iniziative con le altre Università sarde della terza età
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SINISCOLA. Quello che sta per iniziare, il 29°, non sarà il classico anno accademico dell’Università siniscolese della terza età. Le conferenze, interrotte questa primavera con l’inizio della pandemia, riprenderanno a fine novembre. Ma a distanza. «Ci vorrà un mesetto per organizzarci – ha affermato il presidente Antonio Murru –, ma l’Ute avrà di nuovo i suoi appuntamenti». Per facilitare l’impresa sarà attivata una forte collaborazione con le altre Unitrè della Sardegna, trentasette in tutto. E così si partirà, dopo tanti mesi di incertezze che è lo stesso Murru a raccontare: «Abbiamo da subito sospeso le conferenze. Poi, come si ventilava la possibilità di farle ripartire, ovviamente garantendo livelli di sicurezza tali da non arrecare pericolo ai nostri associati, uscivano nuovi decreti o ordinanze che ci facevano ritornare sui nostri passi. Nel mese di settembre pensavamo di far partecipare una quarantina di persone in presenza e le altre a distanza, con il principio della rotazione, ma poi è arrivata l’ordinanza del sindaco».
Le conferenze svoltesi fino a marzo di quest’anno sono state un appuntamento fisso dell’agenda culturale siniscolese. Prima in biblioteca (nell’auditorium Mirella Fenu) e poi presso il salone del pala Farris-Tedde, una serie di lezioni hanno permesso a tante persone di approfondire le proprie conoscenze: territorio e ambiente, storia e memoria, cultura e lingua sarda, poesia e musica. Non c’è stato ambito che non sia stato toccato in questi ventotto anni.
«Quelle conferenze – spiega Murru – andavano oltre questo desiderio di conoscenza: i venerdì per tanti di noi rappresentavano l’occasione di poterci preparare, di poter uscire, di poterci vedere con frequenza stabile, di poter socializzare. Quelle conferenze, nella loro dimensione reale, sono state un patrimonio di amicizia che non può essere disperso. Anche se temo che questa brusca interruzione possa lasciare il segno. Speriamo che, anche se in modalità a distanza, si possa riprendere a mettere in moto quanto abbiamo fatto in tutto questo tempo».
In ogni caso l’Università siniscolese della terza età non è stata del tutto ferma, in questo periodo. «Sono proseguiti i corsi di ceramica, con tre persone in presenza compreso il maestro, e persino quelli di intreccio e decoupage con diversi alunni che, a distanza, chiedevano consigli all’insegnante, o gli sottoponevano il prodotto a verifica».
Molte ceramiche prodotte dagli associati dell’Ute ora sono collocate nel porto di La Caletta, componendo un suggestivo mosaico con i colori e le immagini del mondo marino che caratterizza questo angolo di Baronia. Quanto agli anziani, conclude Murru, «noi non siamo un qualcosa di non indispensabile. Siamo una risorsa per l’economia, per il volontariato e per la famiglia. Custodiamo saperi che rischiano di non esserci più ma che ancora servono».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Le conferenze svoltesi fino a marzo di quest’anno sono state un appuntamento fisso dell’agenda culturale siniscolese. Prima in biblioteca (nell’auditorium Mirella Fenu) e poi presso il salone del pala Farris-Tedde, una serie di lezioni hanno permesso a tante persone di approfondire le proprie conoscenze: territorio e ambiente, storia e memoria, cultura e lingua sarda, poesia e musica. Non c’è stato ambito che non sia stato toccato in questi ventotto anni.
«Quelle conferenze – spiega Murru – andavano oltre questo desiderio di conoscenza: i venerdì per tanti di noi rappresentavano l’occasione di poterci preparare, di poter uscire, di poterci vedere con frequenza stabile, di poter socializzare. Quelle conferenze, nella loro dimensione reale, sono state un patrimonio di amicizia che non può essere disperso. Anche se temo che questa brusca interruzione possa lasciare il segno. Speriamo che, anche se in modalità a distanza, si possa riprendere a mettere in moto quanto abbiamo fatto in tutto questo tempo».
In ogni caso l’Università siniscolese della terza età non è stata del tutto ferma, in questo periodo. «Sono proseguiti i corsi di ceramica, con tre persone in presenza compreso il maestro, e persino quelli di intreccio e decoupage con diversi alunni che, a distanza, chiedevano consigli all’insegnante, o gli sottoponevano il prodotto a verifica».
Molte ceramiche prodotte dagli associati dell’Ute ora sono collocate nel porto di La Caletta, componendo un suggestivo mosaico con i colori e le immagini del mondo marino che caratterizza questo angolo di Baronia. Quanto agli anziani, conclude Murru, «noi non siamo un qualcosa di non indispensabile. Siamo una risorsa per l’economia, per il volontariato e per la famiglia. Custodiamo saperi che rischiano di non esserci più ma che ancora servono».
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