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Minacciò una coppia con il fucile. Il teste: voleva dei soldi da me

Minacciò una coppia con il fucile. Il teste: voleva dei soldi da me

NUORO. Dopo aver sentito uno dei militari intervenuti a Siniscola la sera del primo ottobre di un anno fa, a seguito della segnalazione di un acceso diverbio tra alcune persone, hanno deposto al...

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NUORO. Dopo aver sentito uno dei militari intervenuti a Siniscola la sera del primo ottobre di un anno fa, a seguito della segnalazione di un acceso diverbio tra alcune persone, hanno deposto al processo che vede Guido Cherchi (difeso dall’avvocato Fabio Varone), imputato per tentata estorsione, minacce e porto illegale di arma, Gianluca Lippi e la moglie Barbara Todde (parte civile con l’avvocato Merlini). Hanno raccontato ai giudici del collegio presieduto da Giorgio Cannas, dell’intimidazione subita dall’imputato che pretendeva da loro la somma di 1500 euro come valore per l’acquisto di una macchina. «Cherchi era venuto sotto casa e mi aveva chiesto i soldi in cambio della chiave di riserva della Golf Volkswgen che avevo preso, lasciando la mia vecchia Fiat Stilo, da Felice Pala – ha detto Lippi davanti ai giudici –. Mi aveva minacciato di morte con un fucile e io dalla finestra di casa gli avevo lanciato dei petardi. Vedevo che mimava il caricamento dell’arma e cercava qualcosa nelle tasche». Cherchi, secondo l’accusa, aveva portato in luogo pubblico un fucile calibro 12 (non erano state trovare munizioni), per mettere in atto una tentata estorsione ai danni della coppia dalla quale l’imputato vantava un credito residuo del prezzo di acquisto dell’auto. Li avrebbe minacciati puntandogli contro l’arma e avrebbe urlato loro che se non avessero consegnato il denaro si sarebbe portato via la macchina e li avrebbe ammazzati. «Quella sera – ha aggiunto Barbara Todde – Cherchi era ubriaco. Aveva suonato alla porta ma non avevo risposto perché ero sola in casa. Se n’era andato per poi ritornare quando c’era anche mio marito. Avevano iniziato a litigare, così avevo chiamato i carabinieri. Poi Cherchi con il calcio del fucile aveva colpito l’auto parcheggiata sotto casa. Alla vista dei militari era fuggito ma lo avevano preso subito». Il processo proseguirà il 2 dicembre, giorno in cui il pm Satta citerà Felice Pala con il quale Lippi effettuò lo scambio di vetture. (k.s.)

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