Stato di emergenza alla casa di riposo
Provvedimento del sindaco Soddu dopo i 27 casi di contagio In città 307 positivi e 124 gli isolati che attendono il tampone
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NUORO. Il sindaco Andrea Soddu ha decretato lo stato di emergenza sanitaria per la casa di riposo di via Trieste, classificandola in base al piano di protezione civile comunale di “pericolosità estrema”. È un atto doveroso dopo i casi di positività al Covid scoperti nei giorni scorsi tra i pazienti e il personale sanitario. Uno dei primi, di 81 anni, è deceduto.
L’amministrazione comunae inoltre (il Coc, centro operativo comunale che si occupa del Covid in questi giorni è presieduto dal vice sindaco Sebastiano Cocco, dato che il sindaco Andrea Soddu è in quarantena a casa propria dopo essere risultato positivo al virus) dopo averne fatto formale richiesta all’Ats ha ottenuto ieri dal servizio di Igiene pubblica anche il dato (aggiornato al primo novembre) dei casi di positività attualmente presenti in città e di quanti si trovano in isolamento domiciliare in attesa di tampone: il primo dato ammonta a 307, il secondo a 124. Un dato importante necessario all’amministrazione che in assenza di comunicazioni da parte dell’autorità sanitaria non poteva, solo per fare un esempio, organizzare la raccolta di rifiuti nelle case dei positivi secondo le modalità stabilite dall’ordinanza regionale in materia di Covid.
Tornando alla casa di riposo, le ultime notizie danno 27 casi di positività, 16 tra gli ospiti e 11 tra gli operatori sanitari. La casa di riposo continua a essere operativa: il personale sanitario è stato sostituito e gli anziani positivi vengono assistiti in loco sinché le loro condizioni lo permettono.
Il focolaio di Covid era stato stato accertato lunedì 2 all’interno della casa protetta di via Trieste, dove sono risultati positivi al virus 17 ospiti sui 20 attualmente presenti. La comunicazione all’amministrazione era arrivata dai responsabili della struttura e della cooperativa Progetto Uomo, che gestisce i servizi, e subito era stata disposta la convocazione urgente del Centro operativo comunale (Coc) per avere il quadro preciso della situazione e mettere subito in moto le procedure del caso. Contestualmente l’Ats aveva avviato le procedure come da protocollo sanitario e le operazioni di tracciamento per arginare il contagio e capire come si sia diffuso il virus all’interno, considerato che dal 6 settembre la struttura non consentiva più le visite provenienti dall’esterno neanche da parte dei parenti degli ospiti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
L’amministrazione comunae inoltre (il Coc, centro operativo comunale che si occupa del Covid in questi giorni è presieduto dal vice sindaco Sebastiano Cocco, dato che il sindaco Andrea Soddu è in quarantena a casa propria dopo essere risultato positivo al virus) dopo averne fatto formale richiesta all’Ats ha ottenuto ieri dal servizio di Igiene pubblica anche il dato (aggiornato al primo novembre) dei casi di positività attualmente presenti in città e di quanti si trovano in isolamento domiciliare in attesa di tampone: il primo dato ammonta a 307, il secondo a 124. Un dato importante necessario all’amministrazione che in assenza di comunicazioni da parte dell’autorità sanitaria non poteva, solo per fare un esempio, organizzare la raccolta di rifiuti nelle case dei positivi secondo le modalità stabilite dall’ordinanza regionale in materia di Covid.
Tornando alla casa di riposo, le ultime notizie danno 27 casi di positività, 16 tra gli ospiti e 11 tra gli operatori sanitari. La casa di riposo continua a essere operativa: il personale sanitario è stato sostituito e gli anziani positivi vengono assistiti in loco sinché le loro condizioni lo permettono.
Il focolaio di Covid era stato stato accertato lunedì 2 all’interno della casa protetta di via Trieste, dove sono risultati positivi al virus 17 ospiti sui 20 attualmente presenti. La comunicazione all’amministrazione era arrivata dai responsabili della struttura e della cooperativa Progetto Uomo, che gestisce i servizi, e subito era stata disposta la convocazione urgente del Centro operativo comunale (Coc) per avere il quadro preciso della situazione e mettere subito in moto le procedure del caso. Contestualmente l’Ats aveva avviato le procedure come da protocollo sanitario e le operazioni di tracciamento per arginare il contagio e capire come si sia diffuso il virus all’interno, considerato che dal 6 settembre la struttura non consentiva più le visite provenienti dall’esterno neanche da parte dei parenti degli ospiti.
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