Le Grazie, via alla novena della rivoluzione Covid
di Alessandro Mele
Dai volontari che disciplineranno gli ingressi al numero massimo di fedeli Tutte le novità previste. Padre Pinuccio: «Ce la faremo anche quest’anno»
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NUORO. Pur nella piena ottemperanza dei protocolli anti Covid, la novena e la festa delle Grazie, che da tanti è sentita come la vera patrona della città e della diocesi – dal 12 e fino al 21 novembre animeranno i cuori dei nuoresi e non solo anche in questo mese segnato dall’emergenza pandemica. Dal numero massimo di presenze per ogni messa – 260 – ai volontari all’ingresso che regoleranno il flusso di fedeli e indicheranno dove ci si può sedere, e centinaia di depliant con la preghiera per seguire la messa anche da casa: tante le forze e le novità messe in campo affinché tutto si possa svolgere in piena sicurezza e a raccontarle è lo stesso parroco delle Grazie padre Pinuccio Demarcus: «All’interno del santuario, seguendo le disposizioni governative, troveranno posto solo 260 persone – spiega – Tuttavia c’è l’opportunità di ascoltare la celebrazione serale tramite Radio Barbagia oppure accomodandosi nel cortile dell’oratorio, sulla gradinata, dove saranno disposti due amplificatori sempre per la novena delle 18. Chiediamo a tutti la massima collaborazione e comprensione garantendo che dopo ogni messa l’ambiente ma anche tutti gli oggetti al suo interno saranno igienizzati. Abbiamo pensato anche ai più deboli – prosegue padre Pinuccio Demarcus – infatti abbiamo fatto stampare oltre 800 dépliant con le preghiere della novena per gli anziani e gli ammalati che faranno il sacrificio, per quest’anno, di pregare con noi da casa».
Alla novena delle Grazie da sempre accorrono migliaia di fedeli ma quest’anno sarà importante controllare l’afflusso al Santuario: «Sicuramente lo svolgimento della novena e della festa quest’anno sarà problematico – spiega il parroco delle Grazie –, ma stiamo lavorando per poter celebrare questo importante appuntamento in piena sicurezza ed attenzione. Ci sarà un gruppo di volontari, facilmente identificabili da una pettorina, che disciplineranno l’afflusso delle persone sia in entrata che in uscita e che saranno muniti di dispenser con igienizzanti. Il simulacro della Madonna sarà portato giù come ogni anni ma faremo in modo che la gente mantenga le distanze e che non tocchi». Per i giorni della novena le messe restano alle 6.30, alle 8, alle 9.30, alle 11, alle 16.30 per i ragazzi e alle 18. Saranno 3 i predicatori: il parroco del Sacro Cuore don Piero Mula, il parroco di Sos Alinos don Giovanni Antonio Delussu e il superiore provinciale degli Oblati di San Giuseppe padre Fiorenzo Cavallaro: «Un segno di armonia tra la diocesi e i religiosi – spiega padre Pinuccio Demarcus –. Quest’anno inoltre cominciano le celebrazioni per l’80esimo anniversario della venuta dei Giuseppini a Nuoro. Rispetto agli scorsi anni alcune novità riguarderanno anche il giorno della festa il 21: la messa delle 9 sarà concelebrata dai sacerdoti nati a Nuoro mentre quella delle 11, presieduta dal vescovo Antonello Mura, sarà concelebrata oltre che dal capitolo della Cattedrale anche dai parroci della città. Resta invariato il rito dell’offerta dei ceri votivi che come di consueto si svolgerà alla messa solenne alla quale parteciperanno autorità civili e militari e che sarà animata dal Coro Su Nugoresu. Stiamo lavorando per definire le modalità di svolgimento della processione pomeridiana». Padre Pinuccio Demarcus è tornato da pochi mesi nella sua Nuoro e si appresta a vivere la novena delle Grazie per la prima volta da parroco: «Vivrò questo momento di fede da nuorese con la devozione e l’emozione di ogni mio concittadino – ha commentato – vorrei che quest’anno ci sia una partecipazione molto spirituale anche se il meno possibile in presenza. Ce la faremo anche grazie all’apporto dei confratelli e dei parrocchiani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alla novena delle Grazie da sempre accorrono migliaia di fedeli ma quest’anno sarà importante controllare l’afflusso al Santuario: «Sicuramente lo svolgimento della novena e della festa quest’anno sarà problematico – spiega il parroco delle Grazie –, ma stiamo lavorando per poter celebrare questo importante appuntamento in piena sicurezza ed attenzione. Ci sarà un gruppo di volontari, facilmente identificabili da una pettorina, che disciplineranno l’afflusso delle persone sia in entrata che in uscita e che saranno muniti di dispenser con igienizzanti. Il simulacro della Madonna sarà portato giù come ogni anni ma faremo in modo che la gente mantenga le distanze e che non tocchi». Per i giorni della novena le messe restano alle 6.30, alle 8, alle 9.30, alle 11, alle 16.30 per i ragazzi e alle 18. Saranno 3 i predicatori: il parroco del Sacro Cuore don Piero Mula, il parroco di Sos Alinos don Giovanni Antonio Delussu e il superiore provinciale degli Oblati di San Giuseppe padre Fiorenzo Cavallaro: «Un segno di armonia tra la diocesi e i religiosi – spiega padre Pinuccio Demarcus –. Quest’anno inoltre cominciano le celebrazioni per l’80esimo anniversario della venuta dei Giuseppini a Nuoro. Rispetto agli scorsi anni alcune novità riguarderanno anche il giorno della festa il 21: la messa delle 9 sarà concelebrata dai sacerdoti nati a Nuoro mentre quella delle 11, presieduta dal vescovo Antonello Mura, sarà concelebrata oltre che dal capitolo della Cattedrale anche dai parroci della città. Resta invariato il rito dell’offerta dei ceri votivi che come di consueto si svolgerà alla messa solenne alla quale parteciperanno autorità civili e militari e che sarà animata dal Coro Su Nugoresu. Stiamo lavorando per definire le modalità di svolgimento della processione pomeridiana». Padre Pinuccio Demarcus è tornato da pochi mesi nella sua Nuoro e si appresta a vivere la novena delle Grazie per la prima volta da parroco: «Vivrò questo momento di fede da nuorese con la devozione e l’emozione di ogni mio concittadino – ha commentato – vorrei che quest’anno ci sia una partecipazione molto spirituale anche se il meno possibile in presenza. Ce la faremo anche grazie all’apporto dei confratelli e dei parrocchiani».
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